27 gennaio 2021
Aggiornato 13:00
L'oro nero resterà essenziale nel settore trasporti

Gas e rinnovabili scalzeranno il petrolio, lo dice l'Unione dei petrolieri

Nel 2014 gli italiani hanno speso il 21% in meno di bolletta energetica e il 18% per quanto riguarda quella petrolifera, secondo i dati resi noti dall'Up in occasione dell'assemblea annuale. L'associazione ha stimato i consumi energetici europei al 2030: la prima fonte sarà il metano

ROMA – Nel 2014 gli italiani hanno speso il 21 per cento in meno di bolletta energetica e il 18 per cento per quanto riguarda quella petrolifera, secondo i dati resi noti dall'Unione petrolifera in occasione dell'assemblea annuale. I petrolieri hanno presentato le loro stime sui consumi energetici europei al 2030: la prima fonte sarà il gas, seguita dalle rinnovabili, mentre il petrolio vedrà scendere il suo peso fino al 23-26 per cento rispetto all'attuale 32 per cento.

SPESA ENERGETICA DI 44,2 MILIARDI - Nello specifico lo scorso anno in Italia sono stati spesi 44,250 miliardi (-11,8 miliardi sul 2013) per comprare energia, una flessione che ci ha portato ai livelli del 2005 quando l'esborso fu pari a 38,768 miliardi. A far risparmiare gli italiani sono stati insieme la flessione dei consumi del 3,8 per cento con il calo del prezzo del greggio, che lo scorso anno ha visto una flessione di ben il 9 per cento, mentre il cambio euro-dollaro è rimasto sostanzialmente invariato. Il trend di quest'anno sembra confermare quello dello scorso anno e presumibilmente farà ulteriormente calare la spesa per l'approvvigionamento degli italiani. Il peso della fattura energetica sul Pil è stato pari al 2,7 per cento rispetto al 4 per cento del 2012.

24,9 MILIARDI SPESI PER PETROLIO - Per quanto riguarda il petrolio nel 2014 gli italiani hanno speso 24,917 miliardi (-5,5 miliardi sul 2013). Ad incidere sul calo è stata la flessione del prezzo del greggio di cui abbiamo già parlato (il costo medio annuo di una tonnellata di greggio è stato pari a 548,1 euro contro i 607,5 del 2013) e la contrazione dei consumi dell'1,8 per cento. Si tratta della spesa più bassa dal 2009 quando toccò i 20,5 miliardi. Il peso sul Pil della fattura petrolifera è sceso all'1,5 per cento rispetto al 2,1 per cento del 2011-12 e tornando quindi sul valore registrato in media nel decennio 2000-2010.

NEL 2030 GAS E RINNOVABILI PRIMA DI PETROLIO - Per quanto riguarda il Vecchio continente, l'Up ha stimato che i consumi energetici al 2030 tenderanno a stabilizzarsi sebbene su un mix diverso che premierà in particolare il gas naturale, destinato a diventare la prima fonte con un peso del 26-28 per cento, seguito dalle rinnovabili con un 21-27 per cento. Il petrolio, complessivamente, è destinato a vedere ridotto sensibilmente il suo peso fino al 23-26 per cento rispetto all'attuale 32 per cento, ma resterà essenziale nel settore trasporti. Per i petrolieri però il petrolio risulterà fondamentale nel guidare la transizione verso un'economia de-carbonizzata che è l'obiettivo dell'Unione europea al 2050. La domanda di energia nei trasporti in Europa al 2030 sarà infatti soddisfatta dai prodotti petroliferi raffinati in una misura compresa tra il 72 e l'84 per cento del totale (oggi è intorno al 92%), tra i quali resteranno significativi quelli di gasolio che ha visto crescere la sua quota sino al 62 per cento rispetto al 42 per cento del 1990, mentre la benzina scendere sino al 29 per cento rispetto al 54 per cento precedente.