17 ottobre 2019
Aggiornato 22:00
Finora nessun vantaggio per i greci

Ostacolare Turkish stream significa bloccare Tap in Grecia

Secondo il quotidiano energetico greco Energypress, il governo di Atene è intenzionato a impedire il passaggio delle tubature del Trans adriatic pipeline lungo la penisola ellenica, nel caso l'Unione europea si metta di traverso sul prolungamento del gasdotto che collegherà la Russia alla Turchia

ATENE – Ostacoli in vista per il passaggio del gasdotto Trans adriatic pipeline (Tap) in Grecia. Secondo il sito di informazione greco Energypress.gr, specializzato in tematiche energetiche, alcuni esperti hanno fatto sapere che il governo di Atene è intenzionato a impedire il passaggio delle tubature lungo la penisola ellenica, nel caso l'Unione europea si metta di traverso sul prolungamento del gasdotto Turkish stream in Grecia.

POSSIBILI OSTACOLI DA AUTORITA' ARCHEOLOGICA - Stando alle fonti, l'esecutivo greco potrebbe mettere i bastoni fra le ruote al Tap dando disposizione ai funzionari per i beni archeologici del Paese di «rendere la vita dura al consorzio». Non è la prima volta che sulla stampa filtrano indiscrezioni su possibili ripensamenti da parte dell'esecutivo di Atene riguardo al Tap. A inizio aprile il quotidiano economico russo Kommersant aveva scritto che il «governo greco ha intenzione di rinegoziare gli accordi economici per il transito del gasdotto sul suo territorio».

GRECIA CHIEDE PIU' COINVOLGIMENTO PROPRIE AZIENDE - Quanto alle dichiarazioni ufficiali invece, ieri il ministro greco dell'Energia, Panagiotis Lafazanis, ha incontrato il country manager per la Grecia del consorzio che sta portando avanti il progetto del gasdotto Tap Ag, Rikard Scoufias. Durante il faccia a faccia, Lafazanis ha sollecitato la massima partecipazione di aziende greche nello sviluppo dell'infrastrutture lungo la penisola ellenica, e ha sottolineato l'importanza di contattare il maggior numero possibile di società del suo Paese. Il ministro ha posto l'accento sulla necessità che le imprese locali ricevano un trattamento equo durante tutte le gare d'appalto di Tap Ag, facendo notare la loro capacità di offrire buoni servizi, prezzi competitivi.

ATENE NON CONDIVIDE UNIONE ENERGETICA - Lo stesso Lafazanis nel marzo scorso aveva dichiarato che il suo Paese si sarebbe opposto all'Unione energetica lanciata nei mesi scorsi dalla Commissione europea, nel caso venissero minacciati gli interessi nazionali della Grecia, fra i quali la possibilità di portare avanti relazioni bilaterali, incluse quelle con la Russia. Durante il Forum energetico di Atene il ministro aveva spiegato che il suo esecutivo non ha intenzione di dare il suo appoggio alla strategia energetica dell'Ue, così come è stata presentata finora. Nel suo intervento Lafazanis aveva detto: «Solitamente non ci mettiamo a discutere sugli obiettivi dichiarati dall'Unione energetica, ma dubitiamo della possibilità di successo di quanto proposto, anzi al contrario pensiamo che alla fine tali misure faranno aumentare le ingiustizie e le dolorose complicazioni economiche e sociali che attualmente prevalgono nell'eurozona e nell'Ue». Il ministro ha aggiunto che la Grecia «non diventerà una pedina dipendente da scelte energetiche o assi, nel nome della presunta diversificazione degli approvvigionamenti energetici dell'Ue».

FINORA NESSUN VANTAGGIO DA TAP PER GRECI - Per quanto riguarda l'interesse di Atene in Tap, Lafazanis ha fatto sapere sin dall'inizio del suo mandato che il suo governo supporterà il gasdotto, ma facendo sì che la Grecia ne tragga il massimo beneficio. A metà marzo ha ribadito il suo convincimento nel fatto che Tap possa essere un'opera utile per il benessere dei greci, dicendosi disposto a rivederne il tracciato nel caso fossero sorte forti contrarietà da parte delle comunità locali interessate. Bisogna comunque ricordare che le autorità di Atene sino ad ora non hanno ottenuto nulla di quanto richiesto alla compagnia energetica di Stato azera, Socar, che intende far arrivare il proprio gas estratto dal giacimento di Shah Deniz II, nel Mar Caspio in Europa. A metà febbraio Lafazanis si era recato a Baku per chiedere uno sconto sul metano, royaltes per il transito del gas sul territorio greco e la possibilità per il suo Paese di entrare nell'azionariato di Tap. Gli azeri avevano acconsentito solo a questa ultima richiesta, alla quale non è seguita a oggi una cessione di quote della società Tap Ag, che continua a essere controllata dagli inglesi di Bp (20%), dagli azeri di Socar (20%), dai norvegesi di Statoil (20%), dai belgi di Fluxys (19%), dagli spagnoli di Enaga (16%) e dagli svizzeri di Axpo (5%).