20 settembre 2019
Aggiornato 10:30
Sempre più dimostrato il nesso tra trivellazioni e sismi

Terremoto, quando la causa è il petrolio

Non è il caso del terribile sisma in Nepal, ma proprio in questi giorni si è riacceso il dibattito dopo l'ammissione del nesso causa-effetto da parte del governo dell'Oklahoma e dei colossi dell'energia Shell e Exxon in Olanda

ROMA - Il sisma di magnitudo 7,9 che in Nepal ha ucciso oltre 3600 persone è stato causato da uno scontro geologico che in molti esperti hanno definito «titanico»: la spinta della placca indiana, che si trova a sud, verso quella euro-asiatica a nord, un movimento cominciato circa 70 milioni di anni fa, lo stesso che ha dato vita alla catena dell’Himalaya, ha consumato l’oceano che era sotto la catena montuosa fino a far scatenare il sisma. Un terremoto dalle dimensioni enormi era atteso da tempo qui, ma era impossibile prevedere quando sarebbe arrivato. Il Nepal è una delle regioni a più alto rischio sismico del mondo: una faglia lunga 140 chilometri, una bomba ad orologeria. Quanto accaduto nulla c'entra con l'estrazione di petrolio, anche se proprio in questi giorni si è tornati a parlare del nesso tra trivelle (il cosiddetto fracking) e terremoti. Ad ammetterlo è stato lo stesso governo dell'Oklahoma, che ha pubblicato una mappa interattiva che segnala i luoghi colpiti dai sismi e i siti di oltre 3mila pozzi attivi di smaltimento delle acque reflue.

IL CAMBIO DI ROTTA DEL GOVERNO DELL'OKLAHOMA - La causa scatenante dei movimenti della crosta terrestre in quella regione degli Stati Uniti sta tutta qui: lo scarico ad altissima pressione nel sottosuolo di acque riempite di sostanze chimiche genera un'intensa attività sismica lungo una vasta area, circa il 15% della superficie dello Stato, proprio dove si rileva un significativo aumento dei volumi di acque reflue smaltite negli ultimi anni. Un cambio di rotta senza precedenti quello dell'Oklahoma, che aveva sempre minimizzato i rischi delle trivellazioni, prima industria nel Paese. «Le agenzie statali stanno prendendo misure per affrontare questo problema e proteggere i proprietari di immobili», ha detto il primo ministro. Inutile dire che l'Oklahoma Oil and Gas Association non è affatto d'accordo con queste conclusioni e smentisce categoricamente che il blocco dell’iniezione delle acque reflue sarebbe in grado di rallentare o addirittura fermare i terremoti. Solo lo scorso anno il Paese ha registrato 585 terremoti di grado 3.0 o superiori, più di qualsiasi altro Stato a parte l’Alaska, e quest'anno rischia di superare i 900.

RIPETUTI SISMI IN OLANDA E IL CASO DELL'AQUILA - Interessante notare che l'ammissione arriva pochi giorni dopo che Shell ed Exxon hanno annunciato che in Olanda risarciranno con 1,2 miliardi di dollari i proprietari di 30 mila case a Loppersum e dintorni, nella provincia di Groningen, colpite dai terremoti causati da fracking, di cui sono responsabili. Qui, dove si trivella il giacimento di metano più grande d’Europa, solo negli ultimi due anni gli eventi sismici sono stati 196. Anche riguardo al terremoto in Emilia si era parlato di possibili nessi tra fracking e sisma. Science aveva sottolineato che non si può escludere che i cambiamenti indotti nella crosta dalle attività di trivellazioni «potrebbero aver 'risvegliato' una faglia attiva che ha causato il terremoto del 20 maggio, che a sua volta, alterando ulteriormente lo stress della crosta, potrebbe aver innescato l'evento del 29 maggio».