12 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
La giustizia statunitense indaga

Le vecchie Jeep tornano sotto inchiesta

Lo ha detto il numero uno dell'ente per la sicurezza stradale americano: nel mirino i modelli che prendevano fuoco quando venivano incidentati nella parte posteriore. E il marchio, che oggi fa parte della nostra Fca, trema

NEW YORK (askanews) – La National highway traffic safety administration, l'ente statunitense per la sicurezza stradale, sta valutando se riaprire le indagini su vecchi modelli di Jeep coinvolte in incidenti in cui a essere colpita è stata la parte posteriore del Suv, cosa che poi faceva scattare un incendio. Lo ha detto il numero uno dell'agenzia Mark Rosekind una settimana dopo la pronuncia di un giudice che ha riconosciuto al 99% la responsabilità dell'ex-Chrysler, ora parte del gruppo Fiat Chrysler Automobiles, nella morte di un bambino di 4 anni a bordo di una Jeep Grand Cherokee del 1999. Il veicolo fu tamponato da un pickup Dodge Dakota, il serbatoio del Suv iniziò a perdere carburante provocando l'incendio della vettura in cui il piccolo Remington Walden morì nel marzo 2012. Quella che ora è diventata Fca Us deve versare 150 milioni di dollari alla famiglia della vittima.

MA IL MARCHIO NEGA – Come scrive il Wall Street Journal, la riapertura delle indagini, chiuse lo scorso novembre, «è sul tavolo» insieme ad altre possibili azioni da parte dei regolatori. Secondo Rosekind, i regolatori «non sono soddisfatti» del passo con cui si stanno verificando le riparazioni delle Jeep richiamate. Nel giugno 2013 l'ex Chrysler aveva raggiunto un accordo con la Nhtsa per il richiamo dopo iniziali resistenze. Rosekind ha detto di aspettare dati relativi a marzo sul progresso delle riparazioni per poi valutare il da farsi. Il produttore di auto ha sempre sostenuto che i suoi veicoli sono sicuri e che rispettano gli standard governativi in vigore all'epoca in cui le vetture in questione furono vendute.