5 dicembre 2019
Aggiornato 20:00
Progetto HEPIC firmato Hydrogen Park Water Mobility

Il primo vaporetto a idrogeno sbarca a Venezia

E' il primo prototipo ibrido rigorosamente a emissioni zero, totalmente silenzioso e dotato di un motore elettrico alimentato da un sistema che comprenderà celle a combustibile a idrogeno e batterie tradizionali. Il varo il prossimo autunno in occasione di Expo.

VENEZIA - Era il 1881 quando il primo vaporetto, il «Regina Margherita», veniva varato nella Laguna veneta. Poi il mezzo a vapore ha lasciato spazio a quello a diesel, pur mantenendo il suo nome intatto. Oggi, sta per compiersi un altro passo avanti di questa storia tutta italiana. Presto a Venezia ci sposteremo con il vaporetto a idrogeno. O almeno, con una versione ibrida a idrogeno e elettrico, rigorosamente a emissioni zero: non inquinante, totalmente silenzioso e dotato di un motore elettrico alimentato da un sistema che comprenderà celle a combustibile a idrogeno e batterie tradizionali. La novità è firmata Hydrogen Park. «Da più di dieci anni la nostra società si occupa in modo pionieristico di distribuzione, stoccaggio e progetti basati sull’utilizzo dell’idrogeno a Porto Marghera – spiega Michela Coletto, presidente di Hydrogen Park e Responsabile Enel Affari Istituzionali Italia Area Nordest –. Da qualche tempo, finalmente, l’Europa sta investendo risorse concrete per accelerare sullo sviluppo di applicazioni civili e industriali che utilizzino queste tecnologie. Le aziende della nostra filiera sono pronte a raccogliere la sfida e la realizzazione di questa imbarcazione ne è la testimonianza».

IL VARO IN AUTUNNO - Se tutto va bene il battello verrà presentato il prossimo autunno in occasione di Expo, «in modo che le aziende coinvolte possano godere di una ribalta internazionale proprio qui a Venezia, città simbolo di bellezza e caratterizzata, al contempo, da un contesto ambientale fragile in cui natura, insediamenti umani e produzione industriale si mantengono in costante equilibrio». La realizzazione del primo esemplare della nuova imbarcazione che porta il nome di HEPIC – Hydrogen Electric Passenger ICe boat verrà curata da un raggruppamento di imprese, Hydrogen Park Green Water Mobility, che ha come capofila la veneziana Alilaguna e che comprende il cantiere nautico Vizianello e la start-up innovativa EconBoard. Il progetto beneficia anche dell'apporto tecnologico fornito da Enel Distribuzione, che realizzerà le infrastrutture per la movimentazione elettrica, e da Dolomitech, azienda trentina produttrice degli autobus a idrogeno utilizzati ai mondiali di sci nordico tenutisi in Val di Fiemme nel 2013.

L'ECCELLENZA NORDESTINA NEL SETTORE IDROGENO - «Abbiamo scelto di imprimere un’accelerazione a questo progetto – sottolinea ancora Michela Coletto – perché crediamo fortemente nelle possibilità di sviluppo commerciale ed industriale delle tecnologie legate all’idrogeno. Il nostro territorio, veneziano e nordestino, ospita già competenze industriali di eccellenza in questo settore che, grazie al nostro progetto, potranno essere messe in rete, aprendo la strada a interessanti prospettive di ulteriore sviluppo. A questo riguardo, credo che le manifestazioni veneziane collegate all’Expo potranno garantire una visibilità internazionale al lavoro delle nostre aziende, in un settore nel quale non esistono esperienze significative a livello europeo».

LA PRESENTAZIONE AL «GREEN MOBILITY SHOW» - Del progetto si parlerà venerdì 6 marzo nell'ambito del "Green Mobility Show", la seconda conferenza internazionale sulla mobilità sostenibile nautica e terrestre che si terrà al Porto Crociere di Venezia. In questa occasione Hydrogen Park e Veneto Innovazione organizzano una mattinata di riflessione e di discussione sulle tecnologie basate sull’idrogeno, aprendo le porte a rappresentanti delle istituzioni europee, italiane e locali e dando ampio spazio alle eccellenze industriali del nostro territorio. Oltre a HEPIC, molti altri progetti innovativi sono in cantiere e in attesa di finanziamenti. Tra questi per Hydrogen Park sono prioritari quelli relativi alla realizzazione di una rete di distribuzione dell’idrogeno e degli altri carburanti alternativi, quale in primo luogo le colonnine di ricarica per le auto full electric.