2 aprile 2020
Aggiornato 06:00
Positivi i dati del commercio estero

Spumante batte champagne, ma solo in quantità

Con un balzo del 20% nelle bottiglie spedite all'estero lo spumante italiano «sorpassa lo champagne e conquista le tavole nel mondo con un record storico». Lo sostiene la Coldiretti sulla base dei dati Istat sul commercio estero nel 2014.

ROMA - Con un balzo del 20% nelle bottiglie spedite all'estero lo spumante italiano «sorpassa lo champagne e conquista le tavole nel mondo con un record storico». Lo sostiene la Coldiretti sulla base dei dati Istat sul commercio estero nel 2014, evidenziando «un ulteriore segnale di uscita dell'Italia dalla crisi». All'estero «non sono mai state richieste cosi tante bollicine italiane e il 2014 si è chiuso con la spedizione oltre frontiera di più di 320 milioni di bottiglie di spumante italiano, il record di sempre».

«Si è dunque invertita la situazione - sottolinea l'organizzazione agricola - e nel mondo si è bevuto più spumante italiano che champagne, le cui esportazioni si sono fermate a 307 milioni di bottiglie, con un debole aumento dello 0,7%. Curioso è il fatto che nel 2014 sono stati esportati in Francia ben 9,8 milioni di bottiglie di spumante Made in Italy, mentre al contrario da Oltralpe sono arrivati in Italia solo 5,8 milioni di bottiglie di champagne».

«Un risultato importante in vista dell'Expo - aggiunge la Coldiretti - poichè dall'inizio della crisi nel 2007 le bottiglie di spumante italiano spedite all'estero sono quasi raddoppiate, con un aumento della presenza in paesi tradizionali ma anche con la conquista di nuovi mercati come la Cina. Nella classifica delle bollicine italiane preferite nel mondo ci sono nell'ordine il Prosecco, l'Asti, il Franciacorta».

RECORD IN CINA - «Da segnalare - sottolinea la Coldiretti - i risultati ottenuti sui nuovi mercati, come la crescita record nelle esportazioni in Cina, dove le bottiglie di bollicine Made in Italy consumate nel 2014 sono quasi raddoppiate (+90%) rispetto all'anno scorso. Un vero e proprio boom di vendite nello stesso periodo c'è stato nel Regno Unito (+45% in quantità), che scavalca gli Stati Uniti per consumi (+14%) e diventa il primo mercato di riferimento per le bollicine tricolori, mentre la Germania scende al terzo posto con le esportazioni che restano praticamente stabili».

«A pesare - spiega l'organizzazione agricola - è il fatto che con il successo crescono le imitazioni addirittura in Crimea, dove nonostante la guerra si è iniziato a produrre falso Prosecco che, in sfregio alle norme di tutela delle denominazioni, viene venduto nelle grandi catene di supermercati dell'Est Europa. Ma in commercio ci sono anche bottiglie di Kressecco e di Meer-Secco, prodotte in Germania, che richiamano palesemente al Prosecco».

«Il risultato dello spumante italiano all'estero - aggiunge la Coldiretti - traina l'intero comparto del vino, principale voce dell'export agroalimentare nazionale, con oltre la metà delle bottiglie prodotte in Italia consumate all'estero, dove si realizza un fatturato record di oltre 5 miliardi. A preoccupare quest'anno - conclude - il crollo della produzione nazionale a causa del maltempo, che ha tagliato del 15% i raccolti, con la vendemmia 2014 che si classifica come la più scarsa dal 1950 con 41 milioni di ettolitri».

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