29 settembre 2022
Aggiornato 22:00
Come cercare all'estero una soluzione alla crisi

Crescono del 7% le multinazionali targate Italy

Nel 2012 la presenza delle multinazionali italiane all'estero si conferma rilevante e geograficamente diffusa: 21.830 controllate in 160 paesi impiegano oltre 1,7 milioni di addetti e fatturano 546 miliardi di euro. Gli Stati Uniti sono il principale paese di localizzazione sia delle attività industriali (quasi 124 mila) sia dei servizi (quasi 102 mila).

MILANO - Nel 2012 la presenza delle multinazionali italiane all'estero si conferma rilevante e geograficamente diffusa: 21.830 controllate in 160 paesi impiegano oltre 1,7 milioni di addetti e fatturano 546 miliardi di euro. Rispetto al 2011 - ha rilevato l'Istat - il numero delle affiliate italiane all'estero risulta solo di poco aumentato (+148 unità), mentre si è rilevata un'espansione in termini di addetti (+3,3%) e di fatturato (+7,1%).

CRESCE L'INTERNAZIONALIZZAZIONE - Nel biennio 2013-2014 si è confermata la tendenza verso una crescente internazionalizzazione del sistema produttivo italiano, trainata dai principali gruppi multinazionali e più accentuata nei servizi (il 63,5% ha dichiarato di avere realizzato o programmato nuovi investimenti all'estero) che nell'industria (54,1%). Nel 2012 le multinazionali italiane, al netto dei servizi finanziari, hanno realizzato all'estero un fatturato pari al 14,8% di quello complessivamente prodotto dalle imprese residenti in Italia, quota che sale al 18,1% al netto degli acquisti di beni e servizi. I settori più internazionalizzati sono l'estrazione di minerali da cave e miniere, la fabbricazione di autoveicoli, la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche e la fornitura di energia elettrica e gas.

STATI UNITI PRINCIPALE PAESE DI LOCALIZZAZIONE - Le affiliate italiane all'estero - ha rilevato l'Istat - destinano circa un quarto del loro fatturato alle vendite su mercati diversi dal paese di localizzazione. E' considerevole la quota di fatturato esportato verso l'Italia da parte delle controllate italiane all'estero attive nei settori tradizionali del Made in Italy: industrie tessili e confezione di articoli di abbigliamento (51,2%), fabbricazione di articoli in pelle (42,2%) e fabbricazione di mobili e altre industrie manifatturiere (24,9%). In termini di addetti, gli Stati Uniti sono il principale paese di localizzazione sia delle attività industriali (quasi 124 mila) sia dei servizi (quasi 102 mila). Le imprese a controllo italiano sostengono in Cina, India e Romania un costo del lavoro molto contenuto, pari a meno di un quinto di quello medio italiano, ma in crescita rispetto al 2011.