16 ottobre 2019
Aggiornato 22:00
Il premier bulgaro smentisce Putin

Plevneliev: «I bulgari non c'entrano, è una sfida tra Russia e Ue»

Il presidente bulgaro rispedisce le accuse di Putin al mittente: la decisione, ha affermato, è interamente nelle mani di Russia e Ue. Ma a Sofia c'è anche chi pensa che il presidente russo stia bluffando, e che non abbia la minima intenzione di interrompere il progetto

ROMA - Il presidente bulgaro Rosen Plevneliev ha respinto oggi le accuse del leader russo Vladimir Putin, secondo le quali lo stop di Sofia alla costruzione del gasdotto South Stream, maturato per non entrare in conflitto con l'Unione europea, ha reso impossibile il progetto. Questo mentre a Sofia c'è anche chi pensa che l'inquilino del Cremlino stia bluffando e non abbia veramente rinunciato al progetto.

SONO RUSSIA E UE A DOVER DECIDERE «E' chiaro a tutti che South Stream non è un progetto solo tra Russia e Bulgaria, ma tra Russia e Ue...La decisione è interamente nelle mani della Russia e dell'Unione europea», ha detto Plevneliev ai giornalisti. Ieri Putin ha annunciato la fine del progetto South Stream e la riarticolazione del tracciato che il gas russo dovrebbe seguire per raggiungere l'Europa, bypassando l'Ucraina, verso la Turchia. E ha accusato Sofia di aver rinunciato alla sua sovranità e ceduto alle pressioni della Commissione europea, rinunciando così a ricchi introiti per il transito del gas.

DALLA BULGARIA CONGELAMENTO DEI LAVORI - La Bulgaria, un tempo grande sostenitrice del progetto, ha congelato a giugno tutti i lavori per la sua sezione sotto pressione Ue. Bruxelles ha puntato il dito contro i contratti per la costruzione del gasdotto, sostenendo che sono stati assegnati fuori dalle norme sulla competizione Ue. Sullo sfondo, la pesante situazione dei rapporti tra Mosca e Occidente a causa della crisi ucraina. «South Stream è uno dei progetti che si possono realizzare nell'Unione europea, se semplicemente si rispetta la normativa europea», ha affermato Plevneliev. «Finora la Russia non ha dato alcuna indicazione che vuole rispettare la legislazione europea», ha aggiunto.

MA ANCORA NESSUNA CONFERMA UFFICIALE DELLA FINE DEL PROGETTO - Il governo bulgaro, dal canto suo, ha affermato di non aver ancora ricevuto alcuna conferma ufficiale della fine del progetto da Mosca e non commenterà finché questa comunicazione non vi sarà. «Per me il progetto non sarà chiuso finché non vedrò una posizione ufficiale della Russia», ha commentato il ministro dell'Economia Bozhidar Lukarski. Il vicepresidente della commissione parlamentare bulgara all'energia Martin Dimitrov ha suggerito, nel contempo, che Putin stia bluffando. «E' - ha detto - una mossa tattica da parte di Putin e della Russia per imprimere una pressione sull'Ue e sulla Bulgaria. Non hanno rinunciato a South Stream».