28 marzo 2020
Aggiornato 18:00
Materie prime

Prezzi petroliferi sempre «deboli»

Restano indeboliti i prezzi petroliferi, con il barile di Brent sotto i 79 dollari alla vigilia di un vertice dell'Opec preceduto da settimane di ricostruzioni sulle divisioni che separano gli Stati esportatori di greggio.

MILANO - Restano indeboliti i prezzi petroliferi, con il barile di Brent sotto i 79 dollari alla vigilia di un vertice dell'Opec preceduto da settimane di ricostruzioni sulle divisioni che separano gli Stati esportatori di greggio. Da un lato ci sono alcuni paesi, come Venezuela e forse Algeria, che vorrebbero reagire ai recenti pesanti e marcati cali dei prezzi con una riduzione dell'offerta. Dall'altro però pezzi grossi a cominciare dall'Arabia Saudita non sembrano condividere la strategia di «stretta».
Il tutto mentre sottotraccia, secondo diverse ricostruzioni di stampa, da mesi i paesi Opec sono in lotta tra loro stessi per difendere le rispettive quote di mercato.
Il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord segna un modesto recupero a 78,54 dollari a Londra, 21 cents in più rispetto alla chiusura di ieri. Intanto Negli scambi dell'after hours sul Nymex il barile di West texas Intermediate cede 1 cent a 74,08 dollari.

TEHERAN: ECCESSO DI OFFERTA - Sull'Opec oggi è intervenuto il rappresentante dell'Iran, il ministro del petrolio Bijan Namdar Zanganeh affermando che ci sta un eccesso di offerta sul mercato che in assenza di interventi aumenterà il prossimo anno. «Dobbiamo discuterne, confrontarci e prendere una decisione». Tuttavia «per gestire questa situazione - ha aggiunto - serve un contributo dei paesi produttori fuori dall'Opec». Un richiamo che sembra in particolare riferirsi alla Russia.

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