13 novembre 2019
Aggiornato 02:30
Confindustria attacca l'ex Ministro

«Per il made in la Mogherini non ha mosso un dito»

«Renzi partito lentamente, speriamo nello sprint finale», ha affermato la vicepresidente di Confindustria. Sull'ex Ministro degli esteri ha puntualizzato: «Non ha fatto nulla per l'etichetta». Che tutti hanno, tranne l'Italia

ROMA - «L'ex ministro degli Esteri, Mogherini, come ministro per il 'made in' non ha fatto nulla. Spero che a capo della diplomazia europea faccia di più, anche perché difenderebbe tutta l'Europa, non solo il suo Paese». Lo ha detto Lisa Ferrarini, vicepresidente di Confindustria, a Radio 24. Su questo tema «Renzi è partito lentamente, speriamo nello sprint finale».

L'IMPORTANZA DELL'ETICHETTA - «Per quanto mi riguarda - ha proseguito - ho un nodo da sciogliere, immediato. Il 4 dicembre se il presidente del consiglio non mi porta a casa impacchettato il 'made in', viene fuori un casino mondiale». Negli Stati Uniti è in corso la trattativa per l'accordo di libero scambio e per la Ferrarini «è importante. Noi non possiamo autorizzare l'ingresso di merci con il nuovo trattato, senza avere l'obbligo dell'origine del prodotto»

SIAMO GLI UNICI A NON AVERLA - Negli Stati Uniti l'etichetta c'è da sempre, «in Europa non c'è da sempre - ha aggiunto - e in Cina c'è da sempre. Ci sono tanti motivi per il quale dovremmo averlo. Uno tra tutti: ce l'hanno tutti. Noi siamo gli unici a livello mondiale a non averlo». Sulle sanzioni economiche alla Russia, Ferrarini ha dichiarato che «sono da togliere immediatamente».