10 maggio 2021
Aggiornato 06:00
Il vertice di oggi punta allo sblocco

Ast, Guidi: oggi si va avanti a oltranza

Tra mille difficoltà, procede l'incontro al Mise sulla vertenza Ast-Terni. Il Ministro Guidi lo ha lasciato per qualche ora, e non per affrontare la mozione di sfiducia che l'ha colpita ieri, ma per incontrare il commissario per l'unione energetica. Intanto, Ast si dice disponibile a trattare. Ma, pare, alle proprie condizioni

ROMA - Dopo il breve incontro di Monaco, le posizioni della multinazionale restano chiare e definite: l’accordo deve seguire le sue condizioni, che i sindacati sperano di poter alleggerire nell'incontro di oggi. L'ipotesi più accreditata è quella di "accordo quadro", proposto dal governo il nove ottobre scorso: quelle pagine, allora, vennero respinte da entrambe le parti, ma oggi sembrano un buon punto di partenza. Eppure, il Ministro Guidi ha abbandonato il vertice su Ast: e non per affrontare la mozione di sfiducia a suo carico, ma per incontrare nel suo ufficio il commissario per l’unione energetica, Maros Sefcovic. Durante il bilaterale, spiega il Mise, «è stato analizzato lo stato di avanzamento del Tap, un progetto su cui Sefcovic ha rimarcato la strategicità per l’Europa e per l’Italia, che diventerebbe in questo modo un hub dell’energia per l’intero continente». 

AST: DISPONIBILE SI', MA ALLE PROPRIE CONDIZIONI - Mentre garantisce di essere disponibile alla mediazione – lo ha fatto lunedì a Monaco e lo ha ripetuto al Mise -, l'Ast ha ignorato la richiesta di soprassedere dall'avvio della procedura di mobilità per quattro lavoratori del Tubificio; inoltre, lunedì ha chiesto a Confindustria di convocare per oggi la riunione apposita, invito declinato dai sindacati per l'incontro al Mise.

IL CRONOGRAMMA DEL VERTICE ODIERNO - Il cronogramma dell'importante appuntamento è riportato da www.umbria24.it, secondo cui si starebbero facendo «piccoli progressi": 

Ore 16.00 Limature e scelta delle parole. Nel confronto al Mise si sta procedendo all’esame dei singoli punti che sono oggetto di trattativa – «non è un lavoro semplice – è l’unico commento che esce – perché una parola in più o in meno può essere decisiva, ma stiamo facendo piccoli progressi» – e si cerca di puntare più sui possibili punti di convergenza che su quelli che, ancora, dividono.

Ore 15.45 Sulla vicenda interviene anche il segretario nazionale di Italia dei valori, Ignazio Messina: «Dalla trattativa che è in corso ci aspettiamo si possa giungere ad un accordo che sia un vero piano di investimenti e che gli impegni siano rispettati. È ingiusto che siano i lavoratori dell’Ast a pagare il prezzo di una crisi aziendale».

Ore 15.00 Di una possibile strategia comune per l’acciaio italiano parla – a Bari e facendo riferimento alla questione Ilva – il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: «Bisogna vedere quali sono i piani industriali, quali sono le quantità produttive, qual è la relazione tra il piano industriale che riguarda Taranto e le soluzioni che si costruiscono rispetto a Terni e Piombino e al resto della siderurgia. Torniamo a dire: bisogna fare politica industriale e non affrontare ogni singola situazione in una dimensione del minore dei mali. Perché in questa logica abbiamo perso un terzo dell’apparato produttivo del Paese, non penso che possiamo permetterci di perdere altri pezzi».

Ore 14.45 Il ministro Guidi ha lasciato il Mise – tra poco deve affrontare una mozione di sfiducia da parte del Movimento 5 Stelle – e per un po’ la trattativa andrà avanti senza di lei. Ma farà senza dubbio in tempo a tornare, visto che i tempi si allungheranno di molto nel palazzone di via Veneto.

Ore 13.30 Pausa ‘tecnica’ – e per uno spuntino – nel vertice al Mise: la discussione riprenderà alle 14 – per il governo resterà Giampietro Castano – e, annuncia il coordinatore nazionale siderurgia della Fim, Sandro Pasotti, «abbiamo convenuto di iniziare una trattativa no-stop fino alla possibile, anche se non certa, intesa. Cambia quindi il programma. Le assemblee programmate per domani sono sospese in attesa di una possibile ipotesi di accordo. Lavoriamo – conclude il sindacalista – per un accordo che rilanci Ast».

Ore 13.15 «Se il ministro Guidi vuole una trattativa ad oltranza, può stare tranquilla che noi siamo pronti e non ci stancheremo facilmente», è il bellicoso annuncio di un sindacalista ternano nel momento in cui il confronto viene allargato anche alle rappresentanze locali.

Ore 13.00 Delegazione istituzionale ancora in attesa, mentre nell’ufficio del ministro Guidi – è arrivato anche il dirigente del ministero del lavoro, Giampietro Castano – è iniziato quello che viene definito un ‘approfondimento tecnico’: l’aria è che si farà notte. Ma proprio notte.

Ore 12.40 Il tema del confronto tra i ‘nazionali’ dei sindacati, il ministro e il sottosegretario e l’azienda sta spaziando anche sui possibili interventi che potrebbero venire dal governo: non a caso pare che ad affiancare Lucia Morselli ci sia Peter Sauer, che per ThyssenKrupp si occupa proprio di politiche governative.

Ore 12.00 Il confronto tra il ministro Guidi, il sottosegretario Bellanova, l’ad di Ast Morselli e i rappresentanti dei sindacati nazionali è incentrato, per il momento, sulle due questioni ‘nodali’ della trattativa: la verifica alla quale l’azienda vuole sottoporre l’area a caldo dello stabilimento entro due anni e le politiche di investimento.

Ore 11.35 Intervenendo al programma televisivo ‘Agorà’ sui Rai tre, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, che partecipa al vertice insieme al sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, ha assicurato che «stiamo lavorando non solo per evitare i licenziamenti, ma per il futuro dello stabilimento dell’Ast, ma sul tema del futuro delle acciaierie di Terni si dovranno confrontare anche governo e istituzioni europee».

Ore 11.30 Primo confronto tra la delegazione dei sindacati nazionali con governo e azienda. Insieme al ministro Guidi c’è il sottosegretario Teresa Bellanova.

Ore 11.25  Il segretario generale Ugl metalmeccanici, Maria Antonietta Vicaro: «Dopo 27 giorni di scioperi, l’incontro di oggi è decisivo, siamo pronti a una trattativa a oltranza. La partita è difficilissima, siamo a un braccio di ferro. Si sono create troppe aspettative politiche. Contiamo di poter ottenere qualche risultato da presentare poi ai lavoratori domani in assemblea per vedere se avremo mandato a chiudere una ipotesi di accordo».

Ore 11.10  Sandro Pasotti, segretario nazionale Fim: «Dobbiamo verificare se l’Ast è disponibile a muoversi dalle sue posizioni. Ricominceremo dal piano industriale. Chiediamo di modificare la verifica a due anni. Per noi la condizione è che il secondo forno sia in funzione garantendo un milione di tonnellate di fuso. Non chiediamo di produrre un milione di tonnellate oggi, ma di avere una adeguata capacità produttiva che permetta all’azienda di crescere perché con il solo taglio dei costi l’azienda non ha futuro».

Ore 11.06 Mario Ghini, segretario della Uilm: «Oggi o si chiude e si superano gli scogli, o la trattativa si impantana. Il governo ha cominciato a fare la sua parte, ha sposato le nostre posizioni per un piano industriale che abbia un orizzonte di quattro anni e il mantenimento del secondo forno, per una produzione che non sia inferiore ad un milione di tonnellate. Ci aspettiamo che questi punti siano accolti».

Ore 11.05 Il leader della Fiom Maurizio Landini, entrando al Mise: «Ci aspettiamo che sia possibile acquisire certezze che non abbiamo, intanto sul piano industriale, sugli investimenti, sul mantenimento dei due forni e sulle prospettive temporali che sono le condizioni per aprire la trattativa. Bisogna togliere dal tavolo che tra due anni si fa la verifica sul secondo forno».

Ore 11.00 Forse la faccenda prende un verso. La delegazione della Fiom è arrivata e c’è anche Maurizio Landini. Lucia Morselli è già a colloquio con il ministro Federica Guidi.

Ore 10.40 Gioacchino Olimpieri, segretario della Fismic di Terni: «Speriamo in un’inversione di tendenza con una trattativa più distesa. Ci aspettiamo atti concreti e non solo parole. I lavoratori sono in sciopero da 27 giorni, al freddo e sotto la pioggia. Chiudendo lo stabilimento di Terni non solo si chiude un polo d’eccellenza dell’acciaio in Italia, ma si mette a rischio il futuro delle famiglie di operai che hanno un’età per cui il loro ricollocamento sarà difficile».

Ore 10.35 Il sottosegretario al ministero del lavoro, Teresa Bellanova, dice che «ora ci andiamo ad occupare di persone in carne e ossa. Auspico che tutte le parti si predispongano ad un’intesa».

Ore 10.30 Le delegazioni sindacali già arrivate sono ancora fuori dal Mise, in attesa che arrivi anche quella della Fiom, impegnata in una riunione ‘ad altissimo livello’ in Cgil.

Ore 10.00 I partecipanti al vertice stanno arrivando al ministero dello sviluppo economico, sotto al quale c’è un piccolo gruppo di lavoratori ternani che hanno raggiunto Roma in treno.

GUIDI: SI VADA A OLTRANZA VERSO RISOLUZIONE - Schietta, la posizione di ThyssenKrupp, secondo cui «Ast ha perso molti milioni di euro negli ultimi anni e per questo non ci sono stati più compratori in quanto Ast oggi cosi non vale molto, motivo per il quale è inevitabile una ristrutturazione non temporanea, ma strutturale». E al Governo chiede «soluzioni strutturali non temporanee». D'altronde, il Ministro Guidi ha già affermato che è necessario ristabilire «l’operatività dell’azienda, ormai bloccata da 25 giorni», e ha fatto sapere che quello di oggi sarà un incontro che dovrà «andare ad oltranza verso una soluzione positiva che dia uno sbocco a questa vicenda».