22 ottobre 2019
Aggiornato 19:00
La denuncia della Coldiretti

Liguria, il 98% dei comuni a rischio idrogeologico

E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dell'ultimo report. Il rischio idrogeologico in Italia che individua aree a rischio in 232 comuni della Liguria, 67 nella provincia di Imperia; 69 in quella di Savona; 64 in quella di Genova e 32 in quella di La Spezia. La stessa percentuale si raggiunge in Toscana. 100 sindaci laziali a Roma su danni all'agricoltura da fauna selvatica.

ROMA - In Liguria il 98 per cento dei comuni ha parte del territorio a rischio idrogeologico per un totale di circa centomila persone che vivono in «zone rosse». E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dell'ultimo report. Il rischio idrogeologico in Italia che individua aree a rischio in 232 comuni della Liguria, 67 nella provincia di Imperia; 69 in quella di Savona; 64 in quella di Genova e 32 in quella di La Spezia.

Anche in Toscana - sottolinea la Coldiretti - comuni che hanno parte del territorio a rischio frane o alluvioni è il 98 per cento, una percentuale superiore a quella già grave della media nazionale dove - precisa la Coldiretti - sono 6.633 i comuni complessivamente a rischio, l'82 per cento del totale. I cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con trombe d'aria, grandinate e vere e proprie bombe d'acqua, si abbattono - sottolinea la Coldiretti - su un terreno reso piu' fragile dalla cementificazione e dell'abbandono delle aree marginali, ma anche della mancanza di programmazione adeguata che valorizzi il ruolo di chi vive e lavora sul territorio come gli agricoltori.

A questa situazione - denuncia la Coldiretti - non è infatti certamente estraneo il fatto che un modello di sviluppo sbagliato ha tagliato in Italia del 15 per cento le campagne e fatto perdere negli ultimi venti anni. 2,15 milioni di ettari di terra coltivata determinante nel mitigare il rischio idrogeologico. Ogni giorno - conclude la Coldiretti - viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) che vengono abbandonati o occupati dal cemento che non riesce ad assorbire la violenta caduta dell'acqua.

100 sindaci a Roma su danni agricoltura da fauna selvatica - Coldiretti Lazio chiama a raccolta oltre 100 sindaci della regione per sollecitare il Consiglio regionale ad approvare entro la fine dell'anno la proposta di legge 116/2013, già passata al vaglio delle competenti commissioni consiliari, fondamentale per dare una risposta alle centinaia di imprese agricole che ogni anno vedono seriamente messa a rischio la propria attività dai danni causati dalla fauna selvatica ed in particolare dai cinghiali. Le zone più colpite sono il Reatino (soprattutto il comprensorio di Amatrice), il Viterbese (Riserva Naturale del Lago di Vico), nord di Roma (in particolare i territori di Valle Pietra e del Parco Naturale di Bracciano-Martignano).

Una riunione nella quale i sindaci delle provincie maggiormente colpite illustreranno lo stato di crisi in cui versano i propri territori e chiederanno strumenti e risorse per arrivare ad una definitiva soluzione al problema rappresentata principalmente dall'approvazione proprio della proposta di legge in discussione, ovvero di un sistema organico di interventi diretti alla tutela, alla gestione e al controllo delle specie di fauna selvatica presenti sul territorio; alla prevenzione e al risarcimento dei danni; alla pianificazione delle attività faunistico venatorie.

Durante la riunione sarà fatto il punto sul rapporto tra conservazione delle risorse faunistiche e l'utilizzazione a fini produttivi del territorio in ragione della frequenza e della gravità dei danni arrecati ad opere, manufatti, colture e allevamenti che ogni anno costano al settore agricolo circa 3 milioni di Euro di perdite.