4 giugno 2020
Aggiornato 17:00
Gli imprenditori stranieri investono nel Made in Italy

L'olio italiano diventa cinese

Con la vendita della maggioranza del Gruppo oleario toscano Salov, proprietario dei marchi Sagra e Filippo Berio, supera i 10 miliardi il valore dei marchi storici dell'agroalimentare italiano passati in mani straniere dall'inizio della crisi, che ha favorito una escalation nelle operazioni di acquisizione del Made in Italy a tavola.

ROMA - Con la vendita della maggioranza del Gruppo oleario toscano Salov, proprietario dei marchi Sagra e Filippo Berio, supera i 10 miliardi il valore dei marchi storici dell'agroalimentare italiano passati in mani straniere dall'inizio della crisi, che ha favorito una escalation nelle operazioni di acquisizione del Made in Italy a tavola. E' quanto afferma la Coldiretti in relazione all'acquisizione operata in Italia dal Gruppo cinese Yimin, una sussidiaria del Gruppo Bright Food.

L'OLIO DIVENTA CINESE, LA PASTA SPAGNOLA - «Con questa operazione - sottolinea la Coldiretti - il mercato dell'olio di oliva Made in Italy diventa sempre piu' straniero dopo l'acquisizione di Bertolli, Carapelli e Sasso da parte del fondo statunitense CVC Capital Partners, che lo ha "strappato" al gruppo spagnolo SOS. Una esclation che - continua la Coldiretti - purtroppo non riguarda solo l'olio poiché nel 2014 l'antico Pastificio Lucio Garofalo ha siglato un accordo preliminare per l'ingresso nella propria compagine azionaria, con il 52 per cento del capitale sociale, di Ebro Foods, gruppo multinazionale spagnolo che opera nei settori del riso, della pasta e dei condimenti, quotato alla Borsa di Madrid.»

ANCHE IL CHIANTI HA GLI OCCHI A MANDORLA - La presenza cinese nell'agroalimentare in Italia fa segnare un precedente nelle campagne toscane nel 2013 con l'acquisto da parte di un imprenditore cinese della farmaceutica di Hong Kong per la prima volta di un'azienda vitivinicola agricola nel Chianti, terra simbolo della Toscana per la produzione di vino: l'azienda agricola Casanova - La Ripintura, a Greve in Chianti, nel cuore della Docg del Gallo Nero. Nello stesso anno c'è stata la cessione da parte della società Averna dell'intero capitale dell'azienda piemontese Pernigotti al gruppo turco Toksoz. ma si è anche verificato il passaggio di mano del 25 per cento della proprietà del riso Scotti ceduto dalla famiglia pavese al colosso industriale spagnolo Ebro Foods.

I PELATI PARLANO GIAPPONESE - Nel 2012 la Princes Limited (Princes), una controllata dalla Giapponese Mitsubishi, ha siglato un contratto con AR Industrie Alimentari SpA (ARIA), leader italiana nella produzione di pelati, per creare una nuova società denominata «Princes Industrie Alimentari SrL» (PIA), controllata al 51 per cento dalla Princes, mentre il marchio Star passa definitivamente in mano spagnola con il gruppo Agrolimen che ha aumentato la propria partecipazione in Gallina Blanca Star al 75 per cento. Infine, è volata in Inghilterra la Eskigel che produce gelati in vaschetta per la grande distribuzione (Panorama, Pam, Carrefour, Auchan, Conad, Coop).

E LO SPUMANTE E IL GRANA PADANO SARANNO RUSSI E FRANCESI - «Nel 2011 la società Gancia, casa storica per la produzione di spumante, è divenuta di proprietà per il 70 per cento dell'oligarca Rustam Tariko, proprietario della banca e della vokda Russki Standard; la francese Lactalis è stata, invece protagonista - sottolinea la Coldiretti - dell'operazione che ha portato la Parmalat a finire sotto controllo transalpino; il 49 per cento di Eridania Italia Spa operante nello zucchero è stato acquisito dalla francese Cristalalco Sas e la Fiorucci salumi è passata alla spagnola Campofrio Food Group, la quale ha ora in corso una ristrutturazione degli impianti di lavorazione a Pomezia che sta mettendo a rischio numerosi posti di lavoro. Nel 2010 il 27 per cento del gruppo lattiero caseario Ferrari Giovanni Industria Casearia S.p.A fondata nel 1823 che vende tra l'altro Parmigiano Reggiano e Grana Padano è stato acquisito dalla francese Bongrain Europe Sas e la Boschetti Alimentare Spa, che produce confetture dal 1981, è diventata di proprietà della francese Financière Lubersac che ne detiene il 95 per cento. L'anno precedente, nel 2009 - prosegue la Coldiretti -, è iniziata la cessione di quote della Del Verde industrie alimentari spa che è divenuta di proprietà della spagnola Molinos Delplata Sl, la quale fa parte del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata».

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