27 gennaio 2021
Aggiornato 15:30
La ribellione delle Forze dell'Ordine

I dipendenti statali non sono tutti uguali

Davanti alla minaccia di sciopero di Poliziotti e Carabinieri il governo sembra disposto a prevedere qualche deroga al blocco degli aumenti agli statali.

ROMA - Dopo la minaccia di ricorre allo sciopero generale delle forze dell'ordine ora sembra che il governo stia riprendendo in mano la pratica che riguarda il blocco degli stipendi fino al 2015 per questa categoria di lavoratori.

E' un ripensamento che, ove ci fosse, non potrebbe che essere salutato come la cosa più giusta da fare al fine di riconoscere ai tutori dell'ordine una gratificazione che già si sono guadagnati ampiamente sul campo.

Non vi è dubbio che qualora il governo decidesse di fare una deroga al blocco di ogni aumento per i dipendenti publici a favore di poliziotti e carabinieri si creerebbe una oggettiva disparità di trattamento all'interno dell'universo statale. Ma prima di giungere a frettolose conclusioni sarebbe bene soffermarsi su alcune considerazioni.

La prima riguarda l'impegno che è richiesto nel nostro paese ai tutori dell'ordine. Condizioni ambientali e orari di lavoro non sono nemmeno lontanamente paragonabili allo sforzo richiesto ad altre categorie. Per avere un' idea di questa diversità basta fare un raffronto con altre due tipologie di lavoro, i medici e gli insegnanti, che pure meritano tutta la nostra considerazione per le responsabilità e per l'onere loro richiesti.

Partiamo dagli insegnanti. Solo un istinto volto al sadismo e all'indifferenza per le sorti dei nostri giovani potrebbe non augurarsi una remunerazione più degna di quella percepita attualmente da chi oggi è chiamato a gestire una scuola invecchiata in tutti i sensi, sia edilizio che amministrativo. Chiunque abbia dimestichezza con la fatica quotidiana di maestre, insegnanti e professori, è consapevole che oggi a chi gestisce un' aula è richiesta una abnegazione, sia fisica che intellettuale, che non ha paragoni se confrontata con quella richiesta alle generazioni del passato.

Tutti conosciamo, direttamente o indirettamente, la fatica di essere medico oggi, in ospedali dove i malati, per la manacanza di spazio, vengono relegati nelle corsie. Con le famiglie dei degenti sempre più inquieti davanti alle sofferenze dei loro parenti. Con gli avvocati a caccia di denunce nei corridoi.

Ma dopo aver riconosciuto il valore e i diritti disattesi di queste due categorie, non si può non tener conto che, a parziale compensazione, gli insegnati godono di un periodo di ferie molto più lungo di tutti gli altri lavoratori, e che l' attività dei medici si riduce in modo consistente nella seconda parte della giornata, perchè le strutture ospedaliere nel pomeriggio sono chiuse al pubblico.

Al contrario, anche a cercarlo con il lanternino, non troveremmo un attimo di tregua nell'impegno delle forze dell'ordine, anche quando svolgono un lavoro d'ufficio: basta infatti andare in un commissariato o in una stazione dei carabinieri ad ogni ora del giorno e della notte, per trovarsi davanti a funzionari subissati da pratiche amministrative (passaporti, patenti, permessi di soggiorno ecc.) che non si capisce perchè non vengano tranquillamente assegnate al personale delle circoscrizioni o dei municipi.

Ma questo è niente se si sposta lo sguardo dagli uffici al territorio, alla strada. Chi vorrebbe avere a che fare con la nuova criminalità organizzata? Con la mafia, la camorra la 'ndrangheta. Con le bande giovanili, con i tossicodipendenti, gli sbandati, i clandestini, i delinquenti abituali, le frange violente dei cortei di protesta.

Chi vorrebbe soffrire lo stato di frustrazione di chi, davanti alla denuncia di un onesto cittadino, è costretto ad allargare le braccia e a dire la frase che tutti conosciamo: «Che possiamo fare? Noi li arrestiamo e il giorno dopo ce li ritroviamo davanti, più aggressivi e minacciosi di prima»?

Chi vorrebbe essere di servizio in certe periferie dal nome noto come Scampia a Napoli o Tor Bella Monaca, a Roma?

Poi, la domenica, c'è la ciligina sulla torta: c'è da prepararsi alla guerriglia festiva dentro e fuori dagli stadi, dove imperano e comandano i "Genny 'a carogna" o gli ultrà giallorossi guidati da Daniele De Santis , detto Gastone, accusato di aver ucciso il tifoso napoletano Ciro Esposito.

Visto che non siamo capaci di ricreare le condizioni ambientali per limitare ad un livello fisiologico i rischi e i disagi che corrono ogni giorno, c'è perlomeno da augurarsi che anche gli altri statali condividano il giudizio che il minimo che la società possa fare, allo stato attuale, per le forze dell'ordine, chiamate a fare un lavoro da non augurare a nessuno, è aumentargli lo stipendio.

E se si deve risparmiare si cerchino altri indirizzi.