23 gennaio 2021
Aggiornato 23:30
Fusione FIAT-Chrysler

Marchionne: «Vogliamo vendere 7 milioni di auto all'anno»

«Di fronte alle grandi trasformazioni in atto nel mercato non possiamo più permetterci il lusso di guardare alle nostre attività riducendo la prospettiva ai confini storici o ai domicili legali». Così l'a.d. di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, parlando nel corso dell'assemblea straordinaria dei soci a Torino, chiamata ad approvare la fusione tra le due società. Elkann: «La nostra famiglia non è

TORINO - «Di fronte alle grandi trasformazioni in atto nel mercato non possiamo più permetterci il lusso di guardare alle nostre attività riducendo la prospettiva ai confini storici o ai domicili legali». Così l'a.d. di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, parlando nel corso dell'assemblea straordinaria dei soci a Torino, chiamata ad approvare la fusione tra le due società.

OBIETTIVI - Ricordando il percorso di risanamento intrapreso da Fiat a partire dal 2004, quando il Lingotto «era un produttore di auto dalle dimensioni modeste, che vendeva circa 1 milioni e 900mila vetture l'anno», Marchionne ha sottolineato che la Fiat di oggi «è un'azienda capace di generare forti profitti, nonostante le perdite collegate ai marchi generalisti in Europa».
«Sulla base del nostro progetto e del piano di sviluppo che abbiamo presentato a maggio, il nostro obiettivo è di fare, in cinque anni, di Fiat Chrysler Automobiles un'azienda con ricavi superiori ai 130 miliardi di euro, un Ebit di circa 9 miliardi, che è tre volte quello dell'anno scorso e un utile netto di circa 5 miliardi, più di cinque volte dell'anno scorso», ha spiegato Marchionne.
«Ci siamo posti il traguardo di 7 milioni di vetture vendute all'anno, aprendoci la possibilità di guadagnare almeno un'altra posizione nella classifica globale dei principali costruttori di automobili», ha concluso Marchionne.

ELKANN: FAMIGLIA NON È STANCA - «Ho letto in questi giorni su alcuni giornali che la mia famiglia sarebbe stanca e che vedrebbe di buon occhio un disimpegno per dedicarsi ad altre attività meno faticose o meno rischiose. Voglio confermare qui oggi l'impegno mio personale e della mia famiglia per continuare a sostenere Fca, a maggior ragione ora che si profilano all'orizzonte grandi opportunità». Così il presidente di Fiat, John Elkann, all'assemblea dei soci a Torino.

ORGOGLIOSO DEI PRODOTTI ITALIANI - «La componente italiana di Fiat era da più di 20 anni che non esprimeva prodotti fatti in Italia del calibro delle Maserati Quattroporte e Ghibli. Io sono molto orgoglioso come presidente per ciò che facciamo in termini di prodotto e ciò che vogliamo fare in futuro è molto ambizioso».