9 dicembre 2019
Aggiornato 21:00
La crisi dei debiti sovrani

La Corte dei Conti chiede 234 miliardi a Standard&Poor's

Secondo i magistrati contabili nel 2011 le agenzie di rating declassarono pesantemente il giudizio dell'Italia. Ad essere state citate in giudizio sarebbero anche le altre due agenzie di rating Moody's e Fitch. Forza Italia: «Danno politico a Governo Berlusconi». Intanto il Codacons si dice pronto alla class action

ROMA - La Corte dei Conti, secondo l'edizione on-line di ieri del Financial Time, avrebbe citato per danni l'agenzia di rating Standard&Poor's. In ballo ci sarebbe una cifra record: ben 234 miliardi. Secondo i magistrati contabili nel 2011 le agenzie di rating declassarono pesantemente il giudizio dell'Italia. Ad essere state citate in giudizio sarebbero anche le altre due agenzie di rating Moody's e Fitch.
La notizia, rimbalzata sulla stampa italiana, non viene confermata dalla Corte dei Conti.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, per la Corte il patrimonio storico, artistico e letterario di un Paese andrebbe considerato quando si valuta l'affidabilità creditizia di un Paese. Cosa che invece le agenzie di rating non avrebbero fatto nel 2011, quando sull'onda dei timori per la tenuta dei debiti sovrani nei Paesi periferici dell'Eurozona declassarono pesantemente il giudizio sull'Italia a un passo dal livello spazzatura (junk).
L'agenzia Standard&Poor's avrebbe confermato la notizia della causa, definendola «non seria e senza merito». Anche un portavoce di Moody's avrebbe definito «priva di merito» la mossa della Corte, mentre Fitch avrebbe fatto sapere che collaborerà nel processo. Maggiori dettagli sulla mossa giudiziaria della Corte dei conti dovrebbero essere resi noti dalla Procura il prossimo 19 febbraio.

FI: DANNO POLITICO A GOVERNO BERLUSCONI - «L'inchiesta giudiziaria contabile contro le agenzie di rating per i declassamenti subiti dall'Italia nel 2011 farà il suo corso e potrebbe portare alla quantificazione di un danno economico per il nostro Paese.
Ma che dire dell'enorme danno politico al governo Berlusconi?»
. Lo dichiara, in una nota, il deputato di Forza Italia Luca Squeri.
«Chi risarcirà il centrodestra per le conseguenze di quei giudizi, puntualmente amplificati dall'opposizione e dai media, a cui pure il presidente Berlusconi si era fermamente opposto? E chi rifonderà gli italiani per gli sviluppi successivi, accelerati proprio da quei giudizi, con la politica 'lacrime e sangue' del governo Monti che ancora stiamo pagando?», si chiede Squeri.

DEPUTATI PD: LA CORTE CHIARISCA - «La Corte dei Conti dia subito rassicurazioni e chiarimenti sulla richiesta miliardaria di risarcimento alle Agenzie di rating per capire se non si tratti semplicemente di un'inchiesta show che rischia di danneggiare l'immagine dell'Italia a livello internazionale». E' quanto chiedono i deputati del Partito democratico Michele Anzaldi, Luigi Bobba, Lorenza Bonaccorsi, Federico Gelli, Ernesto Magorno.

CODACONS: PRONTI ALLA CLASS ACTION - La Corte dei Conti, ed in particolare il Procuratore Regionale del Lazio, ha aperto un'istruttoria in conseguenza delle decisioni di downgrading del debito pubblico italiano avvenute il primo luglio 2011, 24 maggio 2011, 5 dicembre 2011 e 13 gennaio 2012. Secondo le ipotesi della Procura le decisioni delle agenzie di rating ed il declassamento dell'Italia avrebbero prodotto un danno al nostro Paese, un danno che, secondo quanto riportato dal Financial Times, poi smentito, ammonterebbe a 234 mld.
«Se la Corte dei Conti quantificherà il danno subito dal Paese, al risarcimento ci penseremo noi», ha dichiarato il Codacons.