22 settembre 2020
Aggiornato 16:30
L'associazione degli industriali

Confindustria cambierà volto, in anteprima i 10 punti della sua riforma

L'agenzia Tmnews ha anticipato le parti salienti del documento di Attuazione: riscrittura del Codice etico, ridefinizione dei soci, eliminazione delle competizioni interne, nuovo modello di governance e miglioramento dell'efficenza dell'associazione

ROMA - Confindustria è pronta a rinnovarsi. In dieci mosse sarà ridisegnata visione, missione, ruoli e sistema associativo della più importante organizzazione imprenditoriale italiana. L'agenzia Tmnews ha anticipato le parti salienti del documento di Attuazione di 173 pagine, che sarà presentato il 10 ottobre alla Giunta di Confindustria.
Nel maggio del 2012, il presidente Giorgio Squinzi aveva annunciato l'istituzione della Commissione per la riforma di Confindustria affidandone l'incarico a Carlo Pesenti.
Il progetto di riforma di Confindustria, frutto di un «lungo lavoro di ascolto della base associativa» e di un lavoro di raccolta svolto da Ipsos «con migliaia di interviste e colloqui», hanno scritto da Viale dell'Astronomia, si può riassumere in dieci punti cardine.

NUOVO CODICE ETICO - Primo punto evidenziato nel documento di Attuazione è «Porre al centro di Confindustria una vision rinnovata, valori, etica e legalità». Dunque, «l'importante percorso che Confindustria ha già intrapreso in tal senso - si legge nel testo messo a punto dalla Commissione Pesenti - deve essere ulteriormente implementato e sviluppato». La nuova vision vede Confindustria «impegnata nell'affermazione di un sistema imprenditoriale innovativo, internazionalizzato e sostenibile, capace di promuovere la crescita economica, sociale e culturale dell'intera Nazione». Affinché ciò possa realizzarsi l'associazione stessa «deve ulteriormente consolidare le proprie fondamenta su un solido impianto etico e valoriale come imprescindibile percorso di sviluppo». Per questo viene predisposta la riscrittura di un nuovo Codice Etico e dei Valori Associativi e l'istituzione di un organismo di indirizzo etico e valoriale, per una «continua verifica, evoluzione e aggiornamento delle ambizioni etiche e valoriali dell'Associazione».

RESTRINGIMENTO PLATEA ASSOCIATIVA - Secondo step della riforma è il rafforzamento dell'identità di Confindustria con l'avvio di una «gestione più rigorosa del perimetro associativo». Sono soci del sistema associativo «le imprese industriali e le imprese produttrici di beni e servizi». A livello territoriale viene avviata la distinzione tra «soci effettivi», con pieni diritti e doveri (imprese appartenenti a settori che hanno un'Associazione nazionale aderente a Confindustria), «soci ordinari di Territorio», con pieni doveri e diritti delimitati (imprese appartenenti a settori che non hanno una corrispondente associazione nazionale aderente a Confindustria come banche, grande distribuzione etc) e «soci aggregati», cui «spetterà il godimento dei servizi associativi a fronte del pagamento di un contributo predefinito».

IDENTITÀ, EFFICACIA, EFFICIENZA - Terzo punto chiave è il rafforzamento dei tre assi della mission dell'Associazione: «identità solida, rappresentanza efficace e servizi efficienti». L'intero impianto della riforma punta, infatti a «conferire a Confindustria, attraverso nuove articolazioni strutturali e innovativi meccanismi di governance, gli strumenti e le risorse - si evidenzia nel documento di Attuazione - per garantire efficacia nella rappresentanza e standard di eccellenza dei servizi offerti ai propri associati».

PARTECIPAZIONE GRAZIE A NUOVE TECNOLOGIE - Quarto cardine della riforma è la volontà di «permettere la partecipazione attiva di tutti gli associati attraverso nuove tecnologie e comunità in rete, incrementando l'interazione e il grado di responsabilità degli organismi verso tutti gli associati».

VOCAZIONE UE E INTERNAZIONALE - Quinto obiettivo è quello di «costruire una Confindustria a vocazione europea e internazionale». Nel documento è scritto che «l'Europa è riaffermata come ambito domestico di riferimento e il mondo come baricentro di mercato».
Confindustria avrà per tanto sede a Roma e a Bruxelles «per garantire completa integrazione della rappresentanza a livello europeo e nazionale, adeguati servizi di supporto, coordinamento delle relazioni con le istituzioni europee».

AUMENTARE SINERGIE - Sesto punto della riforma è «rendere più forti le Associazioni e più compatta la rappresentanza attraverso meccanismi aggregativi, mantenendo capillarità e prossimità alle imprese, ma incrementando sinergie ed efficienze».

ELIMINARE COMPETIZIONI INTERNE - Settimo obiettivo è quello di «ridurre le sovrapposizioni funzionali e strutturali», è evidenziato nel documento. Il Sistema associativo «ha maturato negli ultimi anni fenomeni di eccessiva sovrapposizione tra livelli e componenti associative, sfociate in molti casi in forme di competizione impropria a danno dell'efficiente gestione interna al Sistema e dell'unitarietà della rappresentanza verso l'esterno».

VALORIZZARE SOCI - La riforma punta, poi, come ottavo punto a «valorizzare i soci, imprese ed associazioni, in un nuovo modello di governance, accorciato, snellito e con una definizione più rigorosa della composizione degli organismi e dei loro ruoli».

RISPARMIARE PER INVESTIRE - Nono obiettivo è «innescare processi di efficienza economica per Confindustria, per le sue associazioni e le sue imprese, liberando risorse per lo sviluppo qualitativo, formazione di eccellenze, innovazione e sostenibilità del Sistema».

CONTINUO RINNOVAMENTO INTERNO - Ultima mossa della riforma è «costruire un'organizzazione capace di alimentare un continuo rinnovamento di Confindustria».