30 ottobre 2020
Aggiornato 00:30
Chiude la 48^ edizione della manifestazione

Marmomacc 2013, l'edizione dei record

I numeri confermano il ruolo della rassegna alla Fiera di Verona quale polo mondiale per il business legato alla filiera della pietra naturale, del design e delle tecnologie. Oltre alle aree geografiche rappresentate, cresce del 6% la quota generale degli operatori stranieri tra i padiglioni, pari al 55% dei 56mila visitatori totali

VERONA - Con il record storico di operatori provenienti da 143 nazioni chiude oggi la 48a edizione di Marmomacc. I numeri confermano il ruolo della rassegna alla Fiera di Verona quale polo mondiale per il business legato alla filiera della pietra naturale, del design e delle tecnologie. Oltre alle aree geografiche rappresentate, cresce del 6% la quota generale degli operatori stranieri tra i padiglioni, pari al 55% dei 56mila visitatori totali. Nella top ten delle presenze tra gli operatori specializzati, al primo posto la Germania, seguita da India, Spagna, Turchia, Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Russia e Brasile. In quattro giorni di manifestazione sono stati ben più di 1.400 gli espositori da quasi 60 paesi con new entry da Singapore, Slovenia e Irlanda, 16 collettive estere, con il ritorno della Palestina e il debutto della Tunisia, e 44 le missioni commerciali ufficiali da altrettanti stati.

«I risultati di questo 48° Marmomacc – commenta il presidente di Veronafiere Ettore Riello – danno ragione alla formula unica del salone che, alla parte commerciale, lega cultura del prodotto, design, formazione ed innovazione costante. Il tutto nel segno di una sempre maggiore internazionalizzazione di cui Marmomacc e le sue iniziative organizzate all’estero si fanno interpreti, nella promozione dell’eccellenza del settore lapideo made in Italy come evidenziato anche in occasione della visita del vice ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. L’ulteriore prova del nostro ruolo di hub globale è che, nonostante la congiuntura economica, quasi tre quarti delle nazioni del mondo, 143 su 205, hanno deciso di partecipare ed è da segnalare l’importanza della prima visita ufficiale in Italia per il ministro egiziano per l’Industria e il Commercio, Mounir Fakhry Abdel Nour».

«Durante Marmomacc 2013 – spiega il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – è rimasta centrale la proposta di trade visitor qualificati, selezionati dalla rete internazionale di delegati di Veronafiere, che nel corso della manifestazione hanno seguito programmi specifici di incontri b2b con gli espositori. Abbiamo chiuso numerosi accordi internazionali, in primis l’apertura di una nuova collaborazione con l’Egitto che andrà a perfezionarsi con il debutto nel 2014 a Il Cairo di MS Africa e Middle East, abbiamo inaugurato una partnership anche con il settore lapideo della Palestina e poi implementato le operazioni in corso in Brasile con le due più importanti fiere del settore. Continuano poi le nostre attività in Nord America, insieme a Hanley Wood, e sui mercati del Medio oriente. Stiamo inoltre sviluppando iniziative anche nell’Est Europa, soprattutto in Russia. Ovviamente il mercato che sta funzionando è quello estero e su questo dovremo ragionare per il futuro. Proprio da oltreconfine, infatti, abbiamo registrato un aumento di operatori qualificati e questo testimonia il buon lavoro fatto per favorirne l’incoming».

Flavio Marabelli, presidente onorario di Confindustria Marmomacchine commenta: «Usciamo da questa fiera con dei risultati positivi e soprattutto con un incoraggiamento dato dalle prospettive di mantenimento di alcuni mercati e di sviluppo di altri, sia per i materiali che per la tecnologia. Vedo molto bene il Brasile, l'Arabia Saudita e l'Asia, nel suo complesso, per le tecnologie, così come, per i materiali, ci sono buoni segnali dai Paesi del Golfo e la ripresa degli Stati Uniti».

Si respira ottimismo tra gli espositori di questa 48^ edizione di Marmomacc. Un sentimento che accomuna imprese italiane e straniere. Tra queste, l'importante pattuglia di quelle provenienti dalla Turchia, oramai uno dei Paesi leader in questo settore. Erdogan Akbulak, membro del Cda di IMIB, l'associazione governativa che ha organizzato la grande collettiva delle imprese turche a Marmomacc spiega: «La situazione non è come quella pre-crisi, ma rispetto allo scorso anno posso dire che è leggermente migliorata. Ho parlato con alcuni dei nostri espositori e loro sottolineano come i visitatori che hanno incontrato fossero tutti altamente professionali. Sono abbastanza ottimisti soprattutto rispetto ad alcuni mercati, come gli Stati Uniti».

Contente anche le imprese italiane specializzate nella lavorazione. «Siamo soddisfatti, il mercato è sicuramente in ripresa specialmente per i mercati americani anche se vedo vivacità anche in altre aree come quella asiatica – racconta Carlo Varni, sales manager della Franchi Marmi – Però il segnale più forte per noi che produciamo lavorati viene proprio dagli Stati Uniti. La ripresa è confermata dalla presenza in fiera di molti buyer provenienti da lì».
Anche Roberta Zanet di Marmi Bruno Zanet, è soddisfatta: «Il nostro giudizio è molto positivo perché abbiamo registrato una forte ripresa, stiamo lavorando bene soprattutto nei mercati dell'Estremo Oriente, e vediamo una buona ripresa anche negli Stati Uniti dove si stanno realizzando numerose strutture architettoniche importanti. Il Brasile per noi è una risorsa fondamentale per il materiale e lo sarà ancora di più grazie all'iniziativa avviata da Marmomacc in quel Paese».

Ottimismo anche dalle aziende del comparto tecnologico. Gianbattista Pedrini, anima della Pedrini Spa spiega: «Noi ci aspettavamo una buona fiera, è così è stato. All'estero non hanno i problemi che abbiamo in Italia e di conseguenza, esportando fortunatamente tra l'85% e il 90%, riusciremo quest'anno a raggiungere lo stesso fatturato pre crisi. Quest'anno fattureremo il 25% in più dello scorso anno grazie a dei mercati esteri che si sono già ripresi, come Brasile, India, Arabia Saudita e anche Cina che guarda adesso alle macchine italiane per aumentare la qualità dei propri prodotti destinati all'export».

Un sentiment che confermano anche a Benetti Macchine: «L'impressione è migliore degli altri anni, l'affluenza è stata elevata, e i visitatori erano qui con interessi specifici e ben delineati e non solo per avere un idea del mercato. Noi lavoriamo nel mondo delle cave e in questo settore abbiamo visto una ripresa sia all'estero che in Italia. E c'è stata anche qualche richiesta per progetti in nuovi paesi».

Igino Bombana, titolare di Tenax Spa, conclude: «Per noi questa edizione è positiva; se guardiamo in generale il mercato, posso dire che l'Italia è andata abbastanza bene, l'estero decisamente meglio anche se con differenze da paese a paese. Brasile India e Turchia che per noi sono fondamentali e dove abbiamo anche nostre sedi hanno registrato ottimi risultati».