22 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
Governo Letta

La Cgil avverte, o si affronta la redistribuzione del reddito o mobilitazione con Cisl e Uil

Camusso ha ammonito: «La legge di stabilità dovrà affrontare il nodo fondamentale del taglio della tasse su lavoro e pensioni. Se non si partirà da questo punto i sindacati confederali sono pronti ad avviare una stagione unitaria di protesta»

ROMA - La legge di stabilità dovrà affrontare il «nodo fondamentale dell'ingiusta redistribuzione del reddito», a partire dal taglio delle «tasse su lavoro e pensioni. Se non si partirà da questo punto i sindacati confederali sono pronti ad avviare una stagione unitaria di mobilitazione». Lo ha detto il leader della Cgil, Susanna Camusso, incontrando i giornalisti al termine del direttivo del sindacato.

NON SI TOCCA INGIUSTA REDISTRIBUZIONE REDDITO - Camusso ha sottolineato che il dibattito nel Paese sula legge di stabilità «non ci convince» perché «non ci si sta confrontando con il Paese e le necessità dei cittadini. Lo schema proposto è di galleggiamento e non si aggredisce il nodo fondamentale che è quello dell'ingiusta redistribuzione del reddito».

PRONTI A MOBILITAZIONE CON CISL E UIL - Per la Cgil: «Questo sarà il punto di misura e di giudizio della legge di stabilità. Serve una riduzione della tassazione sul lavoratore dipendente e pensionati . È un punto dirimente di giudizio. Se la legge di stabilità non sciogliesse questo nodo non si potrebbe che procedere con la mobilitazione unitaria con Cisl e Uil. Non vogliamo seguire uno schema di galleggiamento, c'è bisogno di risposte differenti».

GOVERNO CI CONVOCHI - Camusso ha inoltre ricordato che «nessun meccanismo che ragioni di Iva e Imu raggiunge l'obiettivo che raggiungerebbe la redistribuzione del reddito. Le condizioni per fare una legge di stabilità con queste caratteristiche cui sono, se c'è la volontà politica non porrebbe nessun ostacolo al rispetto di vincoli e si può fare dentro gli schemi Ue. Pensiamo ci sia già un grande ritardo nel convocare le parti sociali e cominciare la discussione. Sollecitiamo l'apertura di questo confronto su queste parole d'ordine e se non ci fossero risultati si dovrebbe avviare una stagione unitaria di mobilitazione».

DICIAMO VERITA' SUI CONTI - Il segretario Cgil ha poi chiesto chiarezza all'esecutivo: «Non si può essere oscillanti tra ripresa e baratro. Non è che per 10 giorni siamo vicini alla ripresa e poi dire che si è sull'orlo del baratro». Camusso, riferendosi alle parole del ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, che ha sollecitato la politica a dire la verità sui conti pubblici ha punzecchiato: «Verità sui conti? Un buon proposito allora vuol dire che finora non è stata detta. Bisognerebbe anche dire che i nostri conti peggiorano in ragione di finanziarie che una dopo l'altra ripetono lo schema del 2011. Vuol dire che quelle politiche non hanno portato al risanamento, ma peggiorato la condizione della metà degli italiani e migliorata quella dell'altra metà».
Concludendo dalla Cgil è arrivato il monito: «O la legge di stabilità cambia passo o siamo destinati a declinare. Bisogna ripartire dal lavoro per cambiare la politica economica».