19 agosto 2019
Aggiornato 02:00
Pubblica Amministrazione | Precariato

Cgil, Cisl e Uil: sulla stabilizzazione dei precari «piccolo passo in avanti»

Le tre sigle sindacali hanno scritto un comunicato congiunto: «Il decreto varato dal Cdm è un atto non risolutivo. L'esecutivo dovrà dimostrare con i fatti la veridicità degli impegni presi». Critica la Camera del lavoro: «Inaccettabile escludere interinali e cococo»

ROMA - Il decreto legge in tema di Pubblica amministrazione (Pa) varato dall'ultimo Consiglio dei ministri (Cdm) è un «atto non risolutivo, un piccolo passo in avanti» per la stabilizzazione dei lavoratori precari dello Stato. Lo hanno scritto Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili, segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa.
I sindacalisti hanno proseguito: «Il governo Letta e il ministro Gianpiero D'Alia dovranno dimostrare con i fatti la veridicità degli impegni presi. Senza risorse, con gli attuali vincoli di bilancio e il blocco del turn-over intatti, i risultati rischiano di essere molto deludenti».
La nota ha proseguito sottolineando che i rappresentanti dei lavoratori hanno «apprezzato anche pubblicamente» il cambio di passo «da parte del governo e del ministro D'Alia», ma adesso «agli impegni pubblici devono seguire risultati. Non vorremmo trovarci per l'ennesima volta di fronte a proclami tanto seducenti quanto effimeri. Il rischio è di creare aspettative per poi disattenderle, come già successo in passato».

Per questi motivi, hanno concluso i quattro: «Attendiamo una convocazione per poter discutere nel dettaglio le prossime iniziative su questo fronte e trovare strumenti che garantiscano l'occupazione degli oltre 150mila precari delle pubbliche amministrazioni. Da solo - terminano Dettori, Faverin, Torluccio e Attili - il decreto non basta».

CISL, DA GOVERNO INTERVENTI IMPORTANTI - «Pur riservandoci una compiuta valutazione dopo la lettura delle deliberazioni del Cdm sulla Pubblica amministrazione, riteniamo importante che si siano messi in campo interventi in tema di precari e di tagli alla spesa, come consulenze ed auto blu» ma ha continuato il segretario confederale della Cisl, Fulvio Giacomassi «in ogni caso la nostra azione e iniziativa continuerà nei confronti delle commissioni parlamentari allo scopo di correggere e migliorare le disposizioni previste».

Inoltre dalla Cisl hanno chiesto «al ministro D'Alia di attivare rapidamente, insieme a Regioni ed Enti locali, un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali», per verificare gli impatti che i processi organizzativi messi in atto nella Pubblica amministrazione hanno avuto sui servizi a cittadini ed imprese. E' poi fondamentale, ha continuato Giacomassi: «Attivare i dovuti meccanismi di controllo e gli interventi sulla spesa incoerente di beni e servizi e rendere disponibili le risorse economiche e le strumentazioni contrattuali necessarie per accompagnare tali cambiamenti, coinvolgendo i lavoratori e le loro rappresentanze».

CGIL, INCLUDERE INTERINALI - «È inaccettabile l'esclusione dei lavoratori in somministrazione (ex interinali) e dei cococo dai percorsi di stabilizzazione per i precari della pubblica amministrazione individuati dal governo con l'apposito decreto legge», ha scritto la Nidil Cgil (lavoratori atipici, ndr) nel suo comunicato in merito ai provvedimenti approvati dal Cdm in materia di precari della Pubblica amministrazione.

«Sia i 42mila 'cococo' che i quasi 10mila 'somministrati' - ha continuato il sindacato - sono infatti lavoratori che in questi anni sono stati utilizzati continuativamente in sostituzione di lavoro stabile, prestando servizio in tutte le amministrazioni e assicurando assieme ai colleghi assunti direttamente la qualità e continuità dei servizi pubblici».

«Il provvedimento - ha concluso la nota - come già detto dalla Cgil, rappresenta una prima risposta alla questione dei precari della Pa ma è necessario che governo e parlamento cancellino questa discriminazione in sede di conversione del decreto, affinché tutti i precari del pubblico impiego abbiano pari possibilità di vedere riconosciuta la professionalità acquisita in anni di lavoro presso enti locali, sanità e ricerca».

CODACONS, NELLA SCUOLA ESCLUSI A MIGLIAIA - Anche l'associazione in difesa dei consumatori Codacons ha sottolineato l'esclusione dei precari della scuola, dal decreto sulla Pa. Quanto approvato dal Cdm «lascia fuori dalla stabilizzazione lavorativa in ambito scolastico decine di migliaia di precari», ha scritto Codacons.
L'associazione ha continuato definendo «inaccettabile» la soluzione del governo di attivare procedure selettive tra il personale. Dalla Codacons hanno poi spiegato: «Scegliere i 'migliori' tra coloro che hanno avuto un contratto a tempo determinato per tre anni negli ultimi cinque, vuol dire dimenticare e ignorare i precari storici della scuola che, nonostante le numerose sentenze da parte dei Tar, non hanno avuto riconosciuto il diritto al ruolo».
L'associazione ha quindi ricordato: «Sono migliaia i ricorsi presentati e vinti dai precari con più di tre anni di incarico a tempo determinato e milioni di euro da risarcire per lo Stato».