4 aprile 2020
Aggiornato 04:30
Fisco | Aumento IVA

«Le aziende non devono pagare il rinvio dell'aumento IVA»

Lo afferma il presidente di Rete imprese Italia, Ivan Malavasi, secondo cui «non si può far pagare alle imprese buona parte dei costi dello slittamento. La persistente crisi dei consumi impone l'abolizione dell'incremento dell'Iva e non un semplice spostamento di tre mesi»

ROMA - Le imprese non devono pagare lo slittamento a ottobre dell'aumento Iva. Lo afferma il presidente di Rete imprese Italia, Ivan Malavasi, secondo cui «non si può far pagare alle imprese buona parte dei costi dello slittamento. La persistente crisi dei consumi impone l'abolizione dell'incremento dell'Iva e non un semplice spostamento di tre mesi. Ma si può anche condividere l'atteggiamento del governo se 90 giorni saranno utili a reperire le risorse necessarie a cancellare definitivamente l'aumento di questa imposta, innanzitutto attraverso coraggiosi tagli di spesa».

«Non è per nulla condivisibile invece - sostiene il numero uno della Cna - che l'esecutivo penalizzi le imprese aumentando gli acconti Irpef, Ires e Irap e azzerando in sostanza il fondo destinato a definire l'area di esenzione dall'Irap. Soprattutto in una situazione - aggiunge - nella quale la pressione fiscale è già a livelli record e considerata la carenza di liquidità delle imprese, in particolare quelle dell'artigianato e del terziario di mercato».

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