19 novembre 2019
Aggiornato 01:00
Impresa & Territorio

Veneto, previsioni negative per il 2013: pil -0,4%

Il 2012 chiuso con una flessione del -1,9%. Fatica anche l’export (+1,6%), tiene il turismo. Presentata l’Anteprima alla 47a Relazione sulla situazione economica regionale

VENEZIA - In un 2012 che ha visto il Pil mondiale crescere del +3,2%, quello dell’Eurozona calare del -0,6% e l’Italia del -2,4%, il Pil del Veneto ha chiuso l’anno con una marcata contrazione del -1,9% e le previsioni per il 2013 rimangono negative con una flessione del -0,4%.

Il quadro dell’economia regionale è stato illustrato stamattina durante la presentazione dell’Anteprima alla Relazione sulla situazione economica di Unioncamere Veneto. Presenti Alessandro Bianchi, presidente Unioncamere Veneto, Gian Angelo Bellati, segretario generale Unioncamere Veneto, e Serafino Pitingaro, responsabile Centro Studi Unioncamere Veneto.

La flessione del Pil regionale (-1,9%) risulta in linea con il Nordest (-2%), lievemente migliore di Emilia Romagna (-2,2%) e Piemonte (-2,1%), ma leggermente peggiore della Lombardia (-1,8%). Sull’andamento del Pil regionale hanno influito l’andamento negativo dei consumi privati delle famiglie (-4%) e degli investimenti fissi lordi (-8,5%). Le esportazioni continuano a rappresentare l’ancora di salvezza, anche se sono insufficienti per la crescita: nel 2012 l’export ha registrato una dinamica debole, crescendo solo del +1,6%, per un valore di oltre 51 miliardi di euro. L’avanzo commerciale è stato di 13,6 miliardi, dipeso principalmente dalla caduta delle importazioni (-7,8%). Il principale mercato di riferimento resta l’Ue27, ma in ridimensionamento: frenano Germania (-1,7%) e Francia (-2,1%), che comunque si confermano i primi due partner commerciali del Veneto. In calo anche i flussi verso i Paesi BRIC, in particolare la Cina (-26,9%), mentre si rivelano più dinamiche le esportazioni dirette ai Paesi esterni all’Ue (+6,7%, per gli Stati Uniti +11,1%, per la Svizzera +24,3%).

PREVISIONI 2013 - Secondo le stime più recenti, le previsioni si confermano negative: nel 2013 il Veneto registrerà una flessione del -0,4% determinata dalla dinamica negativa degli investimenti delle imprese (-2,3%) e dai consumi delle famiglie (-1,2%). Positivo sarà invece il contributo delle esportazioni, che registreranno una ripresa (+3,7%). Il tasso di disoccupazione è stimato in aumento, riflettendo l’incremento delle persone in cerca di lavoro, e toccherà nel 2013 l’8,3%.

ANALISI SETTORIALE - Nel 2012 il numero di imprese attive ha registrato una flessione del -1,2%, pari a oltre 5.600 unità, attestandosi a poco più di 450mila. Flessione più marcata nelle costruzioni (-3,5%) e manifatturiero (-2,8%), segnale di un processo di deindustrializzazione che, in dieci anni, ha visto perdere al settore oltre 13mila unità. La dinamica positiva migliore la fanno registrare le public utilities (+15,9%), trainate dal segmento delle energie rinnovabili. Anche i servizi hanno registrato andamento positivo, ad eccezione di trasporti (-1,7%) e commercio (-0,9%). Calano del -1,9% le imprese artigiane attive (138.484), pari a oltre 2.700 unità in meno. Il mercato del lavoro ha chiuso il 2012 con un saldo occupazionale negativo di oltre 15mila posti, in forte diminuzione rispetto al 2011 (-8.700 unità): perdite più ingenti nelle assunzioni delle costruzioni (-20,1%) e industria (-17,5%), dinamica positiva solo per l’agricoltura (+5%). Le ore di Cig autorizzate sono aumentate da 87 a 103 milioni, accompagnate dall’aumento del numero di crisi aziendali (da 1.063 a 1.502). In crescita la produzione agricola (+0,5%) con 5,3 miliardi di euro di fatturato. Negativo il 2012 dell’industria manifatturiera: sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, la produzione industriale ha registrato una flessione media annua del -4,3%, evidenziando le maggiori difficoltà tra aprile e giugno (-5,3%). A soffrire di più le microimprese (-7,7%). Il mercato delle costruzioni, tra 2008 e 2012, ha evidenziato la più grave crisi del settore: persi quasi 2,3 miliardi d’investimenti con una diminuzione annua del -3,2% di addetti. Crolla l’andamento delle vendite al dettaglio (-5,8%), in particolare per i prodotti non alimentari (-6,8%). Nel 2012 è proseguita la contrazione dell’attività di prestito del sistema bancario, ridottasi del -2%, con una flessione del -0,7% di finanziamenti alle famiglie, del -2,5% di prestiti alle imprese ma un incremento del +5,3% dei depositi. Continua la tendenza positiva nel turismo: nel 2012 si è registrato un +0,3% degli arrivi, pari a oltre 15,8 milioni di visitatori, mentre scendono del -1,7% le presenze, pari a 62,4 milioni, comunque seconde solo al record del 2011. Le entrate turistiche generate dagli stranieri sono cresciute del +5,4%, oltrepassando per la prima volta la soglia dei 5 miliardi di euro, col Veneto secondo solo a Lazio e Lombardia. La caduta della produzione industriale ha avuto ripercussioni anche sul traffico cargo negli aeroporti: nel 2012 gli scali veneti hanno accusato un calo del -4,6% delle tonnellate merci trasportate. Il traffico nel porto di Venezia ha chiuso il 2012 con un calo del -3,6% nel tonnellaggio complessivo.

Alessandro Bianchi, presidente Unioncamere del Veneto - «Sull’andamento economico del 2013 rimangono ancora ombre, la recessione si attenua ma non si arresta e l’economia del Veneto dovrebbe mantenere una debole crescita, tutt’altro che stimolante. Gli ostacoli sono molteplici ed è sempre più difficile gettare le basi per una completa ripresa. Le imprese devono puntare sulla qualità della produzione e su nuovi mercati esteri, ma anche farsi forza aggregandosi al fine di operare il trasferimento di conoscenza e innovazione. In questo contesto il sistema camerale si conferma un importante interlocutore, in grado di affiancare le imprese nel dialogo con la Pubblica amministrazione per incrementare la crescita e uscire dall'impasse dello stallo economico».