31 maggio 2020
Aggiornato 19:30
Enogastronomia

«Sono i neo gastronomi il futuro dell’Italia»

L’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche celebra i suoi studenti con le testimonianze di Lella Costa, Matteo Renzi e Gustavo Zagrebelsky

POLLENZO - Indossando il tocco e il tabarro, la tradizionale mantella nera di Langa, questo pomeriggio 67 studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo sono stati proclamati dottori dal presidente dell’università Carlo Petrini, e dal rettore Piercarlo Grimaldi.

Ad arricchire questo importante momento di passaggio per i ragazzi, il ricordo delle esperienze di studio e laurea dell’attrice Lella Costa, del sindaco di Firenze Matteo Renzi e del giurista Gustavo Zagrebelsky.

Lella Costa svela «Non sono laureata, l’ho subito detto a Carlo Petrini quando mi ha invitata alla cerimonia. Partecipo raccontando la mia storia di vita, come ha detto Steve Jobs. Non mi sono laureata perché in realtà ho fatto tante cose, e soprattutto ho avuto la fortuna e il privilegio di «giocare» sempre. In inglese «to play» vuol dire sia giocare che recitare. Avere un privilegio del genere è quello che auguro a ognuno di voi: riconoscete il vostro tempo e seguite la vostra vocazione. Così riuscirete a cambiare il futuro di questo mondo».

Matteo Renzi continua: «Sono felice di essere insieme a voi oggi anche se mi vergogno del mio giorno di laurea perché, buon sangue non mente, ho litigato con i professori. Però ho imparato una cosa importante: i momenti di crisi non sempre significano problemi, ma spesso sono opportunità. Un laureato non è arrivato al traguardo: il più bello tra i tratti di strada della vostra vita è ancora davanti a voi; oggi è un giorno fantastico ma da domani rimettetevi in marcia. Voi avete il merito di aver scelto un percorso su cui il nostro Paese dovrebbe investire maggiormente: l’agroalimentare e il benessere. E sapete bene che questa strada non si traduce solo in punti del Pil e calcoli economici, ma è un percorso ricco tradizioni, qualità delle relazioni e cultura». Citando Barack Obama, il sindaco di Firenze ricorda che l’istruzione, insieme all’agroalimentare, sono i due sistemi sui quali investire per migliorare il nostro Paese, con l’augurio agli studenti di «rappresentare per tutti noi non soltanto un movimento di gioia ma anche di speranza, e ne abbiamo bisogno più che mai».

Gustavo Zagrebelsky conclude: «Probabilmente ricorderete questo giorno come uno dei più belli della vostra vita. Io mi sono laureato nel 1966, ma ho un ricordo sfumato di una giornata di novembre non particolarmente felice con pioggia e nebbia. Mi pare di ricordare di non aver nemmeno parlato durante la discussione perché i relatori si sono messi a litigare sull’argomento della mia tesi e nessuno ha pensato di chiedere a me quale fosse il mio parere. E poi soprattutto non ho festeggiato, a quel tempo non era una pratica comune. Invece qui a Pollenzo si è formata una comunità di studio, cultura e amicizia. Ma la differenza più grande tra i miei anni e oggi è che quando mi sono laureato io avevo la possibilità di scegliere tra vie già segnate e sicure. Per voi il futuro è meno certo, le strade sono tutte da disegnare prima che da scegliere. Chiedetevi però se sarete più felici voi che dovete tracciare la vostra strada o io che ho scelto tra le opportunità che avevo davanti. Voi avete la possibilità di spendervi per curare questo mondo malato. Tempo ne avete tanto, ma non perdete nemmeno un secondo, ricordando Leopardi, il tempo passa come un fulmine».

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