27 novembre 2020
Aggiornato 20:30
La sfida FIAT

Marchionne: Con Elkann mai un momento di divergenza

L'AD FIAT: «Sono nove anni che lavoro con John Elkann, non c'e mai stato un momento di divergenza di opinioni tra noi. Le scelte sono state condivise e appoggiate in maniera assolutamente chiara da parte della famiglia Agnelli. Chrysler basata su valori americani, resterà così»

TORINO - «Sono nove anni che lavoro con John Elkann, non c'e mai stato un momento di divergenza di opinioni tra noi. Le scelte sono state condivise e appoggiate in maniera assolutamente chiara da parte della famiglia Agnelli». Lo ha detto l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, nel corso dell'intervista condotta da Ezio Mauro, ieri al teatro Carignano di Torino, nell'ambito della due giorni 'La Repubblica delle idee'.

«Senza di loro oggi la Fiat non ci sarebbe» ha ribadito Marchionne, che si è detto grato alla famiglia Agnelli. «Senza il loro impegno riaffermato nel 2005, con rischi che non erano da poco, con l'equity swap» la Fiat non avrebbe avuto un futuro, ha detto Marchionne, proprio a pochi giorni dall'inizio del processo d'appello Ifil-Exor, sull'operazione di equity swap che portò l'allora Ifil, oggi ribattezzata Exor, a mantenere la maggioranza di Fiat, allo scadere del prestito convertendo con le banche che si erano impegnate nel salvataggio del Lingotto. «E questi sono impegni da non sottovalutare» ha osservato il manager.

Quando Ezio Mauro fa notare a Marchionne di essere stato l'uomo che ha liberato gli Agnelli da un vincolo con la citta, l'a.d. ha replicato: «Non posso rispondere per loro, ma per quello che ne so io, la famiglia non ha venduto un'azione Fiat da quando ci sono io». «Io non so se un americano nella nostra posizione avrebbe fatto per l'America ciò che noi abbiamo fatto per l'Italia» ha concluso Marchionne, ricordando che la famiglia Agnelli negli ultimi 20 anni non si è sotratta ad aumenti di capitale «per ripianare le perdite».

Chrysler basata su valori americani, resterà così - Chrysler Group «è americana come quando è stata fondata e resterà tale per sempre, almeno finché noi saremo coinvolti» e bisogna fare attenzione a «non giocare questa sorta di carta internazionale intaccando i valori su cui Chrysler è stata costruita anni fa e che sono il cuore della cultura americana».

Lo ha detto l'amministratore delegato di Chrysler e Fiat Sergio Marchionne durante un'intervista radiofonica al Paul Smith Show, in onda su Wjr Radio Detroit, commentando i due spot pubblicitari - uno per Jeep e uno per Ram - andati in onda ieri durante il Super Bowl, la finale del campionato di football americano, e incentrati sui valori americani (uno è dedicato ai veterani di guerra, l'altro agli agricoltori).

Al di là del successo dei due video, che hanno replicato quelli dei due anni precedenti (con protagonisti rispettivamente Eminem e Clint Eastwood), Marchionne ha sottolineato che Chrysler «sta riguadagnando rispettabilità anche sui mercati finanziari e tutto sta andando bene, abbiamo ancora lavoro da fare, ma abbiamo fatto molti chilometri rispetto al punto dove eravamo quattro anni fa».