23 aprile 2024
Aggiornato 13:00
Politiche europee

L'Europa e la «Golden rule» temporanea per gli investimenti pubblici

Nel medio termine (entro 5 anni, con modifica dei Trattati Ue) l'Esecutivo comunitario prospetta anche una vera e propria capacità di bilancio specifica per l'Eurozona e, finalmente, la predisposizione di un sistema di mutualizzazione almeno parziale del debito pubblico degli Stati membri

BRUXELLES - Il 'blueprint' della Commissione europea per l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria, presentato ieri a Bruxelles, prospetta, nel breve periodo (18 mesi), di 'studiare' iniziative per la promozione di certi investimenti pubblici, rispondenti a condizioni specifiche, attraverso una sorta di trattamento di riguardo che verrebbe loro applicato nell'applicazione del Patto di stabilità: sarebbe praticamente la 'golden rule' che il premier italiano Mario Monti ha sollecitato invano fin da quando era commissario europeo, a metà degli anni '90, e su cui ha ripetutamente insistito da quando è al governo.

La Commissione sostiene che «in certe condizioni, programmi d'investimento pubblico non ricorrente che abbiano un'incidenza positiva verificata sulla sostenibilità delle finanze pubbliche, potrebbero beneficiare di uno scostamento temporaneo rispetto all'obiettivo di bilancio di medio termine o alla traiettoria di correzione che deve permettere di conseguirlo». Condizioni, queste, che potrebbero applicarsi in particolare a «progetti d'investimento pubblico cofinanziati dall'Ue».

Questo «trattamento specifico», tuttavia, puntualizza la Commissione, «non deve essere considerato come una 'regola aurea' che autorizzi un'eccezione permanente per l'insieme degli investimenti pubblici», perché «un approccio così poco discriminatorio rischierebbe rapidamente di compromettere l'obiettivo primario del Patto di stabilità», ovvero «la sostenibilità del debito pubblico».

Nel medio termine (entro 5 anni, con modifica dei Trattati Ue) l'Esecutivo comunitario prospetta anche una vera e propria capacità di bilancio specifica per l'Eurozona e, finalmente, la predisposizione di un sistema di mutualizzazione almeno parziale del debito pubblico degli Stati membri - a cui Berlino resta fortemente contraria - con la creazione di un 'Fondo di riscatto' (o 'redemption fund', una variante degli eurobond proposta dai consiglieri economici del governo tedesco, rimasti finora inascoltati) per riportare a termine sotto il 60% del Pil i paesi con alto debito pubblico, e con i cosiddetti 'Eurobill', buoni del tesoro europei a scadenza breve (1 o 2 anni), emessi in comune dai paesi dell'Eurozona.