4 aprile 2020
Aggiornato 05:00
Il PIL cala per il terzo trimestre consecutivo

Istat: Pil mai così basso dal 2009

E' diminuito dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto al secondo trimestre del 2011. L'Istat rivede anche il dato della crescita acquisita 2012, sale a -2%

ROMA - Il Pil italiano cala per il terzo trimestre consecutivo scendendo ai livelli più bassi da fine 2009. Nel secondo trimestre del 2012, il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto al secondo trimestre del 2011 (calo più forte dall'ultimo trimestre del 2009 quando era diminuito del 3,5%). Lo ha comunicato l'Istat che ha confermato le stime sui conti economici trimestrali diffuse il 10 settembre scorso.

Istat rivede crescita acquisita 2012, sale a -2% - La crescita acquisita dell'economia italiana per il 2012, al secondo trimestre dell'anno, è stata rivista dal -2,1% al -2%. A comunicarlo è l'Istat che ha lievemente migliorato la stima sulla crescita acquisita per il 2012 diffusa lo scorso 10 settembre. La leggera revisione «non cambia il giudizio sulla situazione economica del Paese», hanno spiegato i tecnici dell'Istituto.
Con la crescita acquisita si intende la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell'anno.

Andria (Pd): Positiva performance comparto agricoltura - I dati dell'Istat sull'agricoltura «confermano ancora una volta la positiva performance del comparto, diversamente da quanto accade purtroppo in altri settori economici. E' necessario perciò, come il Pd va sostenendo da tempo, incidere attraverso interventi finanziari che incoraggino il comparto. E quanto ha dichiarato in una nota il senatore del Pd Alfonso Andria, vice presidente Commissione Agricoltura a palazzo Madama, commentando i dati Istat sull'agricoltura.
«Il ministero dell'economia - ha aggiunto Andria - dovrebbe muoversi in tal senso, tanto più perché l'indicatore rilevato da una fonte cosi autorevole lo consiglierebbe. Occorre poi promuovere azioni di sburocratizzazione e di semplificazione che sgravino gli operatori agricoli».

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