17 novembre 2019
Aggiornato 10:00
Bankitalia fa i conti

«Lo spread giusto per l'Italia è 200 punti»

L'effetto-contagio nella zona euro è il motivo principale dello spread Btp-Bund su valori molto elevati oltre i 400 punti, perchè se si considerano solo i fondamentali economici di Italia e Germania lo spread dovrebbe essere a quota 200. Lo afferma uno studio pubblicato dalla Banca d'Italia

ROMA - L'effetto-contagio nella zona euro è il motivo principale dello spread Btp-Bund su valori molto elevati oltre i 400 punti, perchè se si considerano solo i fondamentali economici di Italia e Germania lo spread dovrebbe essere a quota 200. Lo afferma uno studio pubblicato dalla Banca d'Italia nella collana «Questioni di economia e finanza», che contiene stime econometriche realizzate di recente in Via Nazionale. Secondo il paper, la dinamica delle determinanti macroeconomiche e fiscali fondamentali (crescita economica, condizioni fiscali, rischi finanziari) a partire dall'estate del 2011 non sarebbe sufficiente a giustificare il forte incremento dei premi per il rischio occorso in alcuni paesi, tra cui l'Italia.

Vari modelli - sottolinea lo studio dal titolo «Stime recenti dei premi per il rischio sovrano di alcuni Paesi dell'area euro» - indicano infatti che, sulla base dell'andamento dei fondamentali economici del Paese, il premio per il rischio sulla scadenza dei 10 anni, misurato dal differenziale di rendimento fra il Btp e il corrispondente Bund tedesco, dovrebbe collocarsi su valori dell'ordine dei 200 punti base (contro un livello di circa 450 punti base nella media di giugno del 2012).

Ampie differenze - aggiunge il paper - tra gli spread stimati e quelli correnti si riscontrano anche per scadenze più brevi: 180 punti base contro 410 sulla scadenza a due anni, e 270 punti base contro 490 su quella a cinque anni.
Una parte significativa dello spread - secondo lo studio pubblicato dalla Banca d'Italia - è spiegata dal forte calo del rendimento del Bund tedesco, che ha beneficiato di ingenti flussi di acquisti legati alla ricerca di attività ritenute più sicure da parte degli investitori.

Il recente andamento dello spread - sottolinea il paper - è in larga parte riconducibile a fenomeni di contagio non legati alle condizioni di fondo del Paese. Avrebbe riflesso, in particolare, l'emergere tra gli investitori di timori sulla solidità dell'unione monetaria. Ci sono segnali, infatti, che indicano che l'affiorare della percezione di un rischio di reversibilità dell'euro contribuisce a spiegare l'aumento dei tassi d'interesse nei paesi più esposti alle tensioni e il sensibile calo dei tassi nei paesi considerati più solidi.