31 marzo 2020
Aggiornato 10:00
Crisi Euro rischio per economia mondiale

Moody's riduce ancora le stime sul Pil italiano -2% nel 2012

L'agenzia di rating prevede per il 2012 - in un nuovo rapporto sull'eurozona - una contrazione centrata attorno al 2% seguita da un arretramento intorno allo -0,5% l'anno prossimo, a fronte rispettivamente di un calo dell'1% e di un incremento dello 0,5% stimati nel precedente outlook

ROMA - L'agenzia di rating Moody's riduce le sue stime sul Pil italiano. E prevede per il 2012 - in un nuovo rapporto sull'eurozona - una contrazione centrata attorno al 2% seguita da un arretramento intorno allo -0,5% l'anno prossimo, a fronte rispettivamente di un calo dell'1% e di un incremento dello 0,5% stimati nel precedente outlook. Nei giorni scorsi la stessa agenzia, in un'analisi separata, aveva comunque segnalato che Italia, Portogallo e Spagna potrebbero uscire dall'attuale crisi finanziaria entro il 2013 mentre Irlanda e Grecia potrebbe aver bisogno di più tempo, fino al 2016.

L'ITALIA FRENA ANCORA - Ma le performance di Eurolandia, che quest'anno dovrebbe registrare una contrazione del Pil dello 0,5%, sono divergenti: se l'Italia frena ancora per la Germania si stima una crescita dello 0,5% mentre la Francia è prevista piatta. Confermato, invece, il -1,5% per il Pil della Spagna, mentre si contrarranno ancora di più il Portogallo (-3,5%) e la Grecia (-7%).

RISCHI PER LA CRISI DELL'EUROZONA - Il rapporto, intitolato esplicitamente «aggiornamento sulle prospettive di rischio globale 2012-2013: la crisi nell'eurozona rappresenta il più grande rischio», segnala anche l'impatto di tale scenario sullo sviluppo dei Paesi emergenti con il timore collegato di un atterraggio brusco per le economie di Paesi come la Cina, l'India e il Brasile.
La stima complessiva per il G20, che include le principali potenze economiche mondiale i insieme ai principali Paesi emergenti, vede una persistente espansione della ricchezza prodotta, seppur su ritmi in rallentamento con un +2,8% per il 2012 e un +3,4% per il 2013, a fronte del +3.2% del 2011 e del +4.6% del 2010.

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