28 settembre 2022
Aggiornato 12:00
Ospite del Meeting di Rimini

Sachs: Da Occupy per ora nessuna soluzione

Per Jeffrey Sachs, docente ed economista, direttore dell'Istituto della Terra alla Columbia University, per riportare più equilibrio tra il «99%» della popolazione e l'«1%» servono «tecnologie avanzate» e il contributo di esperti, imprenditori e anche rappresentanti della società civile

RIMINI - Il movimento «Occupy Wall Street» ha idee buone, ma al momento rimangono soltanto «proteste e non ci sono soluzioni» al problemi della terra, dove i ricchi sono sempre più potenti e influenti sulle politiche dei governi. Per Jeffrey Sachs, docente ed economista, direttore dell'Istituto della Terra alla Columbia University, per riportare più equilibrio tra il «99%» della popolazione e l'«1%» servono «tecnologie avanzate» e il contributo di esperti, imprenditori e anche rappresentanti della società civile.

«Il movimento 'Occupy' - ha spiegato Sachs durante una conferenza stampa al Meeting di Cl a Rimini - è stato molto importante: un fenomeno veramente unico nella storia del nostro paese che evidenzia le grandi disuguaglianze che ci sono nel mondo, ovvero la differenza tra il 99% e l'1%».

Il movimento ha cercato di attirare l'attenzione sulla crisi di Wall Street: «Molto spesso - secondo il docente vicino al cantante degli U2 Bono Vox - si sono violate le leggi bancarie. I ricchi negli Stati Uniti sono diventati sempre più potenti e Wall Street ha avuto un peso sempre maggiore nelle decisioni della Casa Bianca. Io sono d'accordo con quello che sostiene il movimento 'Occupy' e quanto propone, anche se bisogna ammettere che per ora si è fermato soltanto ad una protesta e non ha avanzato soluzioni».

I problemi che dovremo affrontare nei prossimi mesi sono «molto complessi»: dall'energia, al cibo, all'acqua e al cambiamento climatico. «I governi degli Stati Uniti sono stati purtroppo negli anni poco lungimiranti nel trovare le soluzioni più adatte» e hanno dimostrato di avere «una scarsa competenza sia tecnologica che scientifica per affrontare la crisi».

Sachs è stato incaricato dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon a costituire una «Rete» che dovrà «raccogliere esperti scientifici e anche rappresentanti delle aziende che producono tecnologie. Ci riuniremo per risolvere problemi - ha spiegato - ma abbiamo bisogno di tecnologie avanzate per uscire da questa crisi».