5 giugno 2020
Aggiornato 07:30
Il Ministro Catania presenta il suo disegno di legge

Slow Food: Fermare l’avanzata del cemento

Finalmente un primo, importante (e ci auguriamo decisivo) passo per difesa del suolo: oggi a Roma il Ministro per le Politiche Agricole e Forestali Mario Catania ha presentato un «Disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo»

ROMA - Finalmente un primo, importante (e ci auguriamo decisivo) passo per difesa del suolo: oggi a Roma il Ministro per le Politiche Agricole e Forestali Mario Catania ha presentato un «Disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo» voluto per arginare il depauperamento delle risorse agricole e paesaggistiche e contrastare la cementificazione. Una presa di posizione delle istituzioni a lungo attesa dalla società civile e che non poteva più essere rimandata.

Il disegno di legge si articola principalmente in tre punti: pone un limite al tetto dei terreni agricoli convertiti in aree edificabili, inserisce il divieto di mutamento di destinazione per quelli che hanno ricevuto un aiuto dall’Unione europea, e chiede l’abrogazione (nel 6° e ultimo articolo) della normativa relativa agli oneri di urbanizzazione per il finanziamento delle spese correnti: «Ecco l’aspetto più importante della proposta del Ministro: in un momento come questo, quando paiono non esserci più soldi per i servizi fondamentali, è una scelta coraggiosissima» ha commentato Carlo Petrini – presidente di Slow Food – chiamato dal Ministro a partecipare alla conferenza: «Stiamo subendo il giogo di una speculazione finanziaria di proporzioni inimmaginabili. Non possiamo più ignorare l’esigenza, viva nella società civile, di sposare nuovi paradigmi di crescita e sviluppo: offrire come elemento centrale di nuova economia il rispetto della natura, il bello, il buono, la solidarietà è qualcosa di cui si discute ormai in tutto il mondo. Purtroppo penso che – a livello mediatico e politico – ancora non ci sia piena consapevolezza del ruolo strategico e centrale che può assumere l’agricoltura nel nostro futuro. L’agricoltura ha un ruolo che va al di là della produzione del cibo (peraltro mal pagato): c’è la tutela del nostro territorio, la salvaguardia del paesaggio, il rilancio della nostra economia».

Invece, come si legge nel Rapporto sulla condizione del consumo del suolo e dell’agricoltura in Italia presentato oggi alla conferenza romana, nel nostro Paese ogni giorno si cementificano 100 ettari di terreni naturali: un fenomeno irreversibile che coinvolge i terreni migliori, i più fertili, pianeggianti e redditizi. Tant’è che dagli anni Settanta la superficie agricola non utilizzata (Sau) italiana è diminuita del 28%: una superficie pari a Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna messe insieme. Non solo, l’Italia è il terzo Paese nell’Unione Europea per deficit di suolo agricolo (consuma più di quanto il proprio suolo agricolo sia in grado di produrre) e il quinto su scala mondiale. La Germania, con i suoi 229 abitanti per kmq contro 200 dell’Italia e un tasso di industrializzazione decisamente più alto, è meno cementificata dell’Italia, preceduta solo da Olanda, Belgio e Lussemburgo.

A rischio non sono solamente suolo e paesaggio, ma la nostra sicurezza alimentare.

Non sappiamo quanto lungo sarà il viaggio di questa proposta e se troverà risposta in seno alle sedi parlamentari, ma è stato compiuto un passo importantissimo e finalmente anche le istituzioni hanno preso atto del problema e manifestano l’intenzione di correggerlo: «Sono centinaia in tutta Italia i comitati che livello locale sono attivi per difendere il paesaggio, vivibilità, suoli. Un impegno che può portare un contributo straordinario» ricorda Petrini.

Slow Food Italia fa parte Il Forum Nazionale «Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori» un aggregato di associazioni e cittadini (sul modello del Forum per l’acqua pubblica), nato per tutelare il paesaggio dall’avanzata indiscriminata del cemento. Tra le importanti iniziative del Forum c’è il censimento, tuttora in corso, proposto a ogni Comune italiano per fare la conta di quante abitazioni e quanti edifici produttivi siano già costruiti ma non utilizzati. Una ricerca che potrebbe diventare uno strumento fondamentale a sostegno di questa iniziativa legislativa.

Su slowfood.it è disponibile il testo della proposta legislativa e la versione integrale del Rapporto.

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