29 ottobre 2020
Aggiornato 09:00
La crisi dei debiti

L'Eurogruppo salva le banche spagnole, ma indebita il Governo di Madrid

E' confermato che a ricevere i prestiti europei sarà il Fondo per la ristrutturazione ordinata delle banche (Frob), un'istituzione pubblica, che agirà per conto del governo spagnolo e convoglierà i finanziamenti verso le banche interessate. Tremonti: I tecnici sono un disastro, dopo la Spagna toccherà all'Italia

BRUXELLES - I ministri delle Finanze dell'Eurogruppo hanno approvato formalmente e all'unanimità, durante una riunione in teleconferenza, questo pomeriggio a Bruxelles, il piano di aiuti per la ricapitalizzazione delle banche spagnole attraverso prestiti del Fondo di salvataggio dell'Eurozona (per ora Efsf, poi Esm), in risposta alla richiesta delle autorità di Madrid del 25 giugno scorso. Lo riferisce un comunicato con le conclusioni della teleconferenza, diramata dal presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker.

SALVAGUARDATA L'EUROZONA - Secondo il comunicato, «i ministri concordano con la valutazione della Commissione europea, in collegamento con la Bce, dell'Eba (Autorità bancaria europea) e con l'Fmi sul fatto che i prestiti concessi alla Spagna per la ricapitalizzazione delle sue istituzioni finanziarie è destinato a salvaguardare la stabilità finanziaria dell'Eurozona nel suo complesso».

IL PRESTITO GRAVERA' SUL GOVERNO SPAGNOLO - E' confermato che a ricevere i prestiti europei sarà il Fondo per la ristrutturazione ordinata delle banche (Frob), un'istituzione pubblica, che agirà per conto del governo spagnolo e convoglierà i finanziamenti verso le banche interessate. «Il governo spagnolo - sottolinea il comunicato - manterrà la piena responsabilità per l'assistenza finanziaria». E' troppo presto, infatti, perché possa essere attivato il meccanismo di ricapitalizzazione 'diretta' delle banche con i fondi di salvataggio dell'Eurozona, che potrà diventare operativo solo dopo che sarà entrata in funzione la nuova autorità europea di vigilanza bancaria, se va bene nella prima metà del 2013.

AIUTI FINO A 100 MILIARDI DI EURO - Le conclusioni dell'Eurogruppo confermano tutte le attese della vigilia, praticamente senza cambiamenti nella bozza del 'Memorandum d'intesa' circolata nei giorni scorsi. Gli aiuti, com'era già stato deciso, potranno arrivare fino a 100 miliardi di euro. C'è, tuttavia, una correzione rispetto a quanto Juncker aveva detto alla fine dell'ultimo Eurogruppo, quando aveva annunciato che 30 miliardi di euro sarebbero stati attribuiti alla Spagna entro la fine del mese. «L'Efsf - precisa il comunicato di oggi - accantonerà 30 miliardi di euro all'inizio dell'assistenza finanziaria, per poteri usare in caso di bisogni urgenti e inaspettati».

Tremonti: Disastro dei tecnici, dopo Spagna ci sarà Italia - «La Grecia è il modello di quello che va a succedere in Europa. Purtroppo viviamo una fase dominata dai tecnici, che produce solo disastri familiari e sociali. Quello che è successo in Grecia succederà in Spagna e poi in Italia». Lo ha detto a Zapping l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti, a proposito della crisi.
«Io credo che la situazione sia molto grave in Europa e in Italia. La realtà dell'Europa - ha rilevato - è molto complessa, credo drammatica. A me i governanti europei mi ricordano i generali francesi del Quaranta, tutti dietro la Maginot. Questa è gente che gestisce la nuova guerra con strumenti dell'altra guerra».
«La Bce è banca di un'unione monetaria che non ha uno stato federale», ha ricordato Tremonti, aggiungendo: «La realtà è drammaticamente poco politica, troppo tecnica. I popoli già hanno capito, in Francia già si è visto qualcosa. Finché non ci sarà una reazione continueranno a contare i tecnici. La libertà non sono le liberalizzazioni, sono importanti ma non sono tutto. I popoli stanno iniziando a capire che la realtà non sono i tecnici».

Fassina: Spread aumenta per scelte Ue insufficienti - «Cerchiamo di non mettere la testa sotto la sabbia. Lo spread aumenta per il nostro Paese non per l'incertezza politica sul futuro. Lo spread aumenta in Italia, come in Spagna e in tutti gli altri paesi periferici, perché la rotta impostata a Berlino, Francoforte e Bruxelles per affrontare i problemi strutturali della moneta unica è sbagliata, oltre che profondamente iniqua». Lo afferma Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro della segreteria del Pd.