22 gennaio 2020
Aggiornato 23:00
Politica economica | Spending review

Giarda: Difficile ridurre i tagli agli enti locali

La riduzione dei trasferimenti a regioni e enti locali nel nuovo decreto sulla spending review è pari complessivamente a 7,5 miliardi di euro, corrispondenti al 3% della loro spesa complessiva. Formigoni: Più tagli alle regione che hai Ministeri

ROMA - La riduzione dei trasferimenti a regioni e enti locali nel nuovo decreto sulla spending review è pari complessivamente a 7,5 miliardi di euro, corrispondenti al 3% della loro spesa complessiva. Questa cifra non potrà essere rivista ma nel corso dell'esame in Parlamento si possono valutare i criteri di ripartizione del taglio. Lo ha spiegato il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, intervenuto alla trasmissione 'Baobab' su Radio 1 .

«Dal punto di vista strettamente finanziario, la parte rilevante del decreto è la riduzione dei trasferimenti statali a favore di regioni, province e comuni che vale all'incirca il 70% degli interventi strutturali, pressappoco 7,5 miliardi. Queste risorse - ha sottolineato Giarda - sono funzionali in modo diretto all'opzione che il governo ha fatto di spostare avanti nel tempo, ridurre o eliminare il previsto aumento di due punti dell'aliquota Iva».

Essendo la spesa complessiva degli enti territoriali di 230-240 miliardi l'anno «una riduzione dei trasferimenti di 7,5 miliardi è pari al 3%. E' un fatto certamente non piacevole da dover subire, ma è sempre e solo il 3% del totale della spesa». Secondo Giarda «e' difficile» che il governo possa rimettere in discussione l'entità del taglio ai trasferimenti ma «credo ci sia spazio per il Senato e per la Camera, ed anche per le strutture degli enti decentrati, di fare proposte su come questa riduzione verrà ripartita. Non tutti gli enti decentrati sono nelle stesse condizioni economiche e finanziarie. Non tutti gestiscono le spese con lo stesso grado di efficienza. C'e' certamente spazio - ha concluso - per orientare anche l'attività emendativa in Parlamento sui criteri di riparto dei tagli ai trasferimenti».

Cota: Ammazzerà i servizi ai cittadini - «Più che 'spending review' si tratta di una 'killing review', nel senso che con questi tagli ci ammazzano. I cittadini non potranno reggere questi ulteriori interventi sulla sanità, perché cambieranno completamente il modo di intendere il servizio sanitario regionale». Lo ha affermato in una dichiarazione il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota. «Non è giusto, perché la gente paga le tasse. Comincino piuttosto a tagliare le spese di Roma e dell'assistenzialismo», ha aggiunto il Governatore leghista.

Formigoni: Più tagli a noi che a tutti ministeri - La spending review del Governo taglia 2,2 miliardi di euro di trasferimenti alle Regione e 161 milioni alle spese dei ministeri. Lo ha sottolineato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, secondo il quale solo la sua amministrazione, con 284 milioni di tagli per il 2012, pagherebbe di più di tutti i ministeri. «Ecco perché - ha detto Formigoni - non è equilibrata come promesso, ma un taglio lineare».
Il presidente lombardo ha aggiunto che sul trasporto pubblico locale i tagli sarebbero nel 2013 del 90% rispetto al 2010. Quanto alla sanità, a suo parere, «c'è un solo modo per risparmiare veramente» senza penalizzare i servizi, ed è l'introduzione dei cosiddetti «costi standard».

Tosi: Irricevibile taglio sanità Veneto - Per Flavio Tosi, sindaco di Verona e segretario nazionale della «Liga Veneta», è «irricevibile» il taglio di 250 milioni l'anno, per tre anni, della sanità del Veneto, dalla spending review. «In questo modo la nostra sanità sarà bloccata, non potremo fare nessun investimento». A rischio, secondo Tosi intervistato dall'emittente Telenuovo, anche il nuovo ospedale di Padova.