27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
La riforma del lavoro vista dal Vaticano

Lavoro: CEI, lasciare fuori la Cgil sarebbe un grave errore

Monsignor Bregantini a «Famiglia Cristiana»: Ci voleva più tempo per una riforma così importante. Monsignor Pompili: La riforma sia condivisa, tutti siano responsabili

ROMA - Monsignor Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano e presidente della commissione Lavoro, giustizia e pace della Conferenza episcopale italiana, esprime «dispiacere», in un'intervista a Famiglia Cristiana, «nel vedere la Cgil lasciata fuori da questa riforma» del lavoro.
«Un fatto che viene quasi dato come scontato, quasi che il primo sindacato italiano per numero di iscritti non sia una cosa preziosa per una riforma del lavoro», afferma il presule. «Dietro questa fetta di sindacato c'è tutto un mondo importante, cruciale, da coinvolgere per camminare verso il futuro. Altrimenti c'è il rischio che questa parte sociale, con i suoi milioni di iscritti, resti disillusa, arrabbiata, ripiegata su atteggiamenti difensivi, su un passato che non c'è più. Lasciare fuori la Cgil sarebbe una perdita di speranza notevole, un grave errore». L'esponente Cei fa poi un altro rilievo alla riforma targata Fornero-Monti: «Ci voleva un po' più di tempo per mettere in atto una riforma così importante. Non era necessaria questa fretta così evidente. La questione è chiusa, è stato detto da parte del premier Mario Monti. Si poteva dire: la questione è posta, ora dialoghiamo, nelle fabbriche, negli uffici, in Parlamento, nella società civile, ovunque perché il lavoro è il tema cruciale del nostro Paese». Infine, il rilievo relativo al fatto che i lavoratori non vanno considerati «merce».

Monsignor Pompili: La riforma sia condivisa, tutti siano responsabili - Dopo l'intervista a Famiglia Cristiana di monsignor Giancarlo Maria Bregantini, presidente della commissione Lavoro, giustizia e pace della Conferenza episcopale italiana, sulla riforma del lavoro è intervenuto, in serata, il portavoce della Cei, monsignor Domenico Pompili, che in una nota ufficiale ha precisato: «La situazione del mondo del lavoro costituisce un assillo costante dei Vescovi. La dignità della persona passa per il lavoro riconosciuto nella sua valenza sociale. La Conferenza Episcopale Italiana segue con attenzione le trattative in corso, confidando nel contributo responsabile di tutte le parti in campo, al fine di raggiungere una soluzione, la più ampiamente condivisa».