30 marzo 2020
Aggiornato 13:00
Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura

Il CRA presenta a Vinitaly esclusivi vini sperimentali

Degustazioni guidate allo stand istituzionale del Mipaaf e un workshop sul contributo del CRA al miglioramento della vitivinicoltura italiana gli appuntamenti più significativi per il Consiglio al salone internazionale del vino e dei distillati

ROMA - Prosecco, Primitivo, Syrah, Barbera, Falanghina, Moscato Giallo, Arneis, Albarossa, Cornarea: sono solo alcuni degli esclusivi vini «sperimentali», non in commercio, che il CRA-Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, presenterà con degustazioni guidate a Vinitaly dal 25 al 28 marzo presso lo stand istituzionale del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per far assaggiare ai presenti il risultato di approfondite ricerche condotte sui vitigni e sulle tecniche di produzione vitivinicola.

Il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura sarà presente al salone internazionale del vino e dei distillati con cinque strutture di ricerca. Il primo è il CRA-VIT, Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano che proporrà in versione Brut e Dry il Prosecco ottenuto da uve di nuove selezioni (cloni) oggetto di studio e di Glera (il nuovo nome del vitigno Prosecco), coltivate nell’azienda sperimentale dello stesso CRA –VIT. Il profilo sensoriale di questo vino denota un buon equilibrio alcool-acidità, di media struttura, con un aroma fruttato di frutta gialla, agrumi e mela verde.

Quattro i vini del CRA-ENO, Centro di ricerca per l'enologia di Asti prodotti secondo il protocollo base adottato ormai da diversi anni dalla Cantina Sperimentale: due bianchi - il Cortese e lo Chardonnay - prodotti con un limitato utilizzo di additivi e coadiuvanti enologici, e due rossi - il Syrah e il Barbera - ottenuti con la tecnica dell’estrazione differita degli antociani. I vini, annata 2011, sono ottenuti dalla vinificazione di uve da viticoltura convenzionale provenienti dal vigneto sperimentale dello stesso CRA-ENO.

Il CRA-VIC, Unità di ricerca sulla viticoltura di Arezzo porterà i vini ottenuti dalle sperimentazioni condotte in Toscana su nuove selezioni di Sangiovese - il vitigno con la maggiore diffusione in Italia e simbolo di grandi vini rappresentanti del Made in Italy enologico, quali il Brunello e il Chianti – e con il Foglia Tonda, varietà toscana praticamente scomparsa prima che venisse recuperata e rivalorizzata dall'Unità di Ricerca di Arezzo.

E' la Malvasia puntinata del Lazio il vitigno su cui ha lavorato il CRA-ENC, Unità di ricerca per le produzioni enologiche dell'Italia Centrale di Velletri, che metterà in degustazione il frutto della sperimentazione su questo vitigno autoctono - rappresentativo di una realtà significativa del territorio anche in funzione della sostenibilità ambientale della sua coltivazione - volta ad esaltarne le qualità intrinseche attraverso tecniche di macerazione e un'azione mirata su tempo e temperatura per rendere il vino decisamente innovativo nel gusto, persistente e aromatico.

Ci saranno poi il Primitivo, la Falanghina e il Moscato Giallo, prodotti dal CRA-UTV, Unità di ricerca per l'uva da tavola e la viticoltura in ambiente mediterraneo di Turi (BA) con uve recuperate nel Mezzogiorno d’Italia nell’ambito del progetto Vitivin-Valut, trasferite e coltivate nell’azienda sperimentale del CRA –UTV. Il vino del vitigno Primitivo ha un profilo sensoriale caratterizzato da un colore rosso rubino intenso, di buona consistenza, ampio e complesso, con note fruttate di prugna, amarena e piccoli frutti di bosco, speziate e balsamiche. Il Moscato giallo ha un profilo sensoriale caratterizzato da una particolare freschezza, aromaticità e intensità data dalle note tropicali di agrumi e di frutta matura come la pesca gialla e il melone. Il vino dell’uva Falanghina, si presenta anch'esso fresco, fine, intenso e persistente, dominato da note fruttate, di mela e frutti esotici, note floreali di ginestra e biancospino.

Per tutta la durata del salone, presso lo stand del Mipaaf, verranno proiettati filmati inerenti le attività del CRA, effettuate degustazioni guidate dei vini sperimentali, non in commercio, istribuito materiale informativo e pubblicazioni scientifiche sul tema.

In programma, per il 28 marzo alle ore 11, anche un workshop dal titolo «La ricerca scientifica del CRA per il miglioramento della competitività nel settore viti-vinicolo italiano» al quale interverranno il Commissario Straordinario del CRA Giuseppe Alonzo, il Direttore del Dipartimento Trasformazione e Valorizzazione dei Prodotti Agroindustriali del CRA Paolo Ranalli e rappresentanti delle singole strutture del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura coinvolti su viticoltura ed enologia. Le tematiche sviluppate riguarderanno i contributi scientifico/sperimentali delle varie strutture in rapporto alle esigenze del mondo produttivo e i programmi futuri di ricerca alla luce delle nuove sfide del settore ( sostenibilità economica, ambientale, sociale; qualità globale, ecc.). Il workshop si terrà nella sala 2 al piano terra del Palaexpo nell'area di Veronafiere dedicata al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Il CRA - Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura, con competenza scientifica generale nel settore agricolo, agroindustriale, ittico, forestale, dell’ambiente e del clima – è un ente con personalità giuridica di diritto pubblico, posto sotto la vigilanza del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha autonomia scientifica, statutaria, organizzativa, amministrativa e finanziaria. Con 15 Centri e 32 Unità di ricerca con competenze scientifiche nelle principali filiere agricole e in cui operano complessivamente 1.400 persone, di cui due terzi ricercatori, tecnici e operatori e con una dotazione di circa 5.300 ettari di aziende sperimentali, il CRA costituisce il più grande ente italiano di ricerca in agricoltura. Da segnalare anche il contributo dato dal CRA al portafoglio dei brevetti contenuti nel Catalogo con 32 ritrovati per invenzione industriale, tipologia alla quale afferiscono principalmente metodi e procedimenti innovativi riguardanti diversi ambiti di ricerca e che in molti casi scaturiscono da una proficua collaborazione con altri soggetti esterni all’Ente (altri EPR, Università, Ditte o Società private). Non sono rari i casi in cui i ritrovati abbiano una ricaduta che va oltre l’applicazione nell’ambito del settore primario (ad esempio in campo bio-medico). Ciò a sottolineare il contributo trasversale che la ricerca agraria può fornire al progresso tecnologico di altri settori.

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