20 gennaio 2020
Aggiornato 19:30
Le decisioni del vertice UE di Bruxelles

UE, al vertice di Bruxelles accordo per completare il mercato unico

Brevetto UE, e-commerce, copyright, efficienza energia. Londra schernisce Parigi sulla Tobin Tax: le imprese verranno in Gran Bretagna. Monti: Italia sarà la soluzione della crisi

BRUXELLES - Nella dichiarazione su crescita e occupazione approvata ieri a Bruxelles (senza la Svezia) dal vertice Ue, gli Stati membri si impegnano a raggiungere al più tardi entro il mese di giugno un accordo finale sul brevetto Ue, attualmente bloccato per una controversia sulla sede del tribunale competente. Oltre all'impegno sul brevetto - riguardante i soli paesi partecipanti alla «cooperazione rafforzata» che lascia fuori, per ora, Italia e Spagna - il piano Ue fissa alcuni altri obiettivi e scadenze riguardanti il completamento del mercato unico nel settore dei servizi.
Gli Stati membri si impegnano: a conseguire entro la fine di giugno accordi per le proposte Ue su standardizzazione, efficienza energetica, semplificazione dei requisiti contabili; a dare rapida attuazione al piano della Commissione per lo sviluppo del commercio elettronico; a raggiungere, sempre entro giugno, un accordo sulla risoluzione delle controversie on-line e sulla proposta Ue riguardante il roaming nella telefonia mobile.
Il piano prevede anche la modernizzazione del regime dei diritti d'autore e la promozione delle migliori prassi e modelli e più efficace lotta alla pirateria., tenendo conto della diversità culturale. L'ultimo obiettivo indicato, infine, è quello, controverso, riguardante il ravvicinamento dei sistemi di tassazione (soprattutto delle imprese). Si tratta, si legge nella dichiarazione di «fare progressi nel dibattito strutturato sul coordinamento delle questioni di politica fiscale, e sulla prevenzione di pratiche fiscali dannose, nel contesto del Patto euro plus».

Londra schernisce Parigi sulla Tobin Tax: Le imprese verranno in Gran Bretagna - Nuovo scontro verbale tra il premier britannico David Cameron e il Presidente francese Nicolas Sarkozy in occasione del vertice europeo. Dopo la battuta di domenica scorsa di Sarkozy sul Regno Unito che «non ha più industrie», ieri Cameron ha dichiarato che con la Tobin Tax introdotta unilateralmente da Parigi, Londra «aprirà le porte a banche e imprese francesi».
«Trovo incredibile che possa farlo» in tempo di crisi, ha detto Cameron riguardo all'annuncio di Sarkozy di applicare la tassa sulle transazioni finanziarie senza attendere il consenso dei leader europei. «Il Commissario europeo ci ha detto che costerebbe mezzo milione di posti di lavoro - ha aggiunto - e nel momento in cui ci battiamo per l'occupazione e la crescita, fare qualcosa che costerebbe così tanti posti di lavoro mi sembra incredibile». Ma «nello spirito di una sana competizione con la Francia - ha proseguito - se la Francia va avanti con la tassa sulle transazioni finanziarie, allora le porte saranno aperte e noi saremo felici di accogliere molte più banche e imprese francesi nel Regno Unito».
Alla domanda se sosterrà la rielezione di Sarkozy, come già annunciato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, Cameron si è detto un «grande sostenitore e amico di Nicolas Sarkozy e auspico il meglio per lui». «Credo sia un uomo notevole - ha aggiunto - ho lavorato a stretto contatto con lui sul conflitto in Libia, credo sia stata l'occasione in cui Regno Unito e Francia hanno collaborato di più negli ultimi 40 anni, per questo sono pieno di ammirazione per Nicolas. Ogni tanto dice qualcosa su cui non sono d'accordo, oggi ha detto che il Regno Unito non ha industrie, invece abbiamo un settore industriale più forte di quello francese».
Tensioni tra Londra e Parigi si sono registrate anche ai vertici europei dei mesi scorsi: a ottobre Sarkozy invitò Cameron a «tacere» sulle questioni che riguardavano i Paesi dell'eurozona, accusando Londra di «odiare l'euro».

Monti: Italia sarà la soluzione della crisi - L'Italia «si trova ancora nella situazione per cui poteva e può essere considerata un problema molto serio per l'euro e l'intera eurozona», nonostante i sacrifici «molto, molto considerevoli» fatti dagli italiani. «Ma lo sforzo in corso è quello di trasformarci da origine del problema a soluzione del problema», e per Mario Monti la soluzione passa soprattutto dalla crescita e dalla creazione di nuova occupazione.