20 febbraio 2020
Aggiornato 19:30
Stipendi dei dipendenti pubblici

«Tetto stipendi PA», Monti invia il Decreto alle Camere

Il Parametro sarà la retribuzione del primo Presidente della Corte di Cassazione. Il Premier: Sono consapevole dell'importanza di contenere i costi della burocrazia

ROMA - Il premier Mario Monti ha trasmesso ai presidenti delle Camere lo schema di provvedimento sui tetti agli stipendi dei dipendenti pubblici, in cui si stabilisce che per i manager delle pubbliche amministrazioni «il trattamento economico complessivo» deve essere parametrato a quello «del primo presidente della Corte di Cassazione» e che inoltre per «dipendenti collocati fuori ruolo o in aspettativa retribuita» in altre pubbliche amministrazioni, «la retribuzione per l'incarico non potrà superare il 25% del loro trattamento economico fondamentale». E' quanto si legge in una nota di palazzo Chigi.

Il Parametro sarà la retribuzione del primo Presidente della Corte di Cassazione - «In tempi considerevolmente inferiori a quelli indicati dal decreto-legge approvato dal Parlamento lo scorso dicembre, e fissati in novanta giorni, il presidente Mario Monti - si legge nel comunicato - ha trasmesso al presidente del Senato, Renato Schifani, e al presidente della Camera, Gianfranco Fini, lo schema di provvedimento concernente il limite massimo retributivo dei dipendenti pubblici, previsto nel Salva Italia».
«Il provvedimento - si precisa - si fonda su due principi: 1) Il trattamento economico complessivo del primo Presidente della Corte di Cassazione diventa il parametro di riferimento per tutti i manager delle pubbliche amministrazioni. In nessun caso l'ammontare complessivo delle somme loro erogate da pubbliche amministrazioni potrà superare questo limite; 2) Per i dipendenti collocati fuori ruolo o in aspettativa retribuita, presso altre pubbliche amministrazioni, la retribuzione per l'incarico non potrà superare il 25% del loro trattamento economico fondamentale. Resta valido il tetto massimo indicato in precedenza».
«Lo schema di decreto del presidente del Consiglio dei ministri - si sottolinea inoltre nella nota - verrà sottoposto al preventivo parere delle competenti commissioni di Senato e Camera. Contestualmente, la Ragioneria generale dello Stato indicherà le modalità di versamento al Fondo per l'ammortamento dei Titoli di Stato delle risorse rese disponibili dall'applicazione dei limiti retributivi stabiliti dalla norma. Le risorse così risparmiate non potranno andare a copertura di altre spese. Il decreto presentato oggi è in linea con gli scopi che il governo, sin dal suo insediamento, si è prefissato affinché il tema divenisse parte integrante, e centrale, dell'agenda istituzionale. I provvedimenti varati finora, in particolare quelli noti come Salva Italia e Cresci Italia, procedono in questa direzione. Intendono cioè eliminare, o quanto meno ridurre, gli sprechi connessi alla gestione degli apparati amministrativi».

Monti: Consapevole dell'importanza di contenere i costi della burocrazia - «Il governo Monti è pienamente consapevole dell'importanza del contenimento dei costi degli apparati burocratici. Dal buon esito dell'operazione dipendono sia il successo dei programmi di risanamento dell'economia, sia quello degli stimoli alla crescita e competitività». E' quanto si legge nel comunicato di palazzo Chigi nel quale si annuncia che il presidente del Consiglio ha inviato ai presidenti delle Camere lo schema del provvedimento sul tetto agli stipendi dei manager della Pubblica amministrazione.
«Il contenimento dei costi della burocrazia - si sottolinea - contribuirà cosi a rafforzare il credito di fiducia che i Paesi dell'Eurozona e gli investitori internazionali decideranno di accordare all'Italia nei mesi a venire».