25 ottobre 2021
Aggiornato 21:30
La crisi del debito sovrano | Grecia

In Grecia 30mila statali da tagliare, ma gli esuberi scarseggiano

Su una popolazione di 11 milioni di persone la Grecia conta 750 mila statali, quasi un quinto di tutti gli attivi. Ma molte aziende della Pubblica Amministrazione non collaborano. Rischio dissidenti nel Governo di Atene

ATENE - Trentamila statali da tagliare entro la fine dell'anno in Grecia. Ma finora solo sulla carta, perché permangono forti scetticismi sulla capacità di Atene di attuare effettivamente le misure annunciate dal governo, che oltre a questa sforbiciata da operare in tre mesi, prevedono addirittura di far saltare 150 mila posti tra gli statali da qui al 2015. Questo partendo da un apparato complessivo che appare sovradimensionato: su una popolazione di 11 milioni di persone la Grecia conta 750 mila statali, quasi un quinto di tutti gli attivi (occupati più disoccupati), un livello superiore alle medie europee. E in tempi di austerità imposta, da Unione europea e Fondo monetario internazionale in cambio degli aiuti, uno snellimento di questa massa pletorica appariva inevitabile.

Così negli ultimi giorni di serrate trattative con i tecnici di Commissione europea, Bce e Fmi, la cosiddetta «troika», le autorità greche hanno dovuto mettere nero su bianco nuovi impegni sulla riduzione degli statali, che individuassero in maniera più specifica un programma di tagli precedentemente approntato. Ad illustrare le cifre è stato il portavoce del governo, Ilias Mossialos: il taglio dei 30.000 statali avverrà entro la fine dell'anno tramite il trasferimento di migliaia di addetti della PA o di imprese a controllo statale in una speciale «riserva di manodopera» dove riceveranno una retribuzione al 60 per cento dei livelli attuali.

Inizialmente questo veicolo era stato concepito come una sorta di limbo in cui fare restare gli statali tagliati fino all'età pensionabile. E questo si profila per circa 20.000 dipendenti pubblici vicini all'età di pensionamento, secondo la stampa ellenica, a cui si aggiungerebbero altri 4.000 che hanno accumulato contributi sufficienti alle pensione e altri 6-7.000 che verrebbero individuati come esuberi.

Ma è proprio su questi esuberi che si alimentano i maggiori scetticismi. In realtà il programma di individuazione dei posti da tagliare era stato già avviato. Ha coinvolto 151 aziende statali che avrebbero dovuto stilare 'liste di dannati' da fornire al governo. Ma secondo il Wall Street Journal molti manager di queste aziende, ostili a una austerità che colpisce anche le loro retribuzioni, non si sono mostrati collaborativi: solo in 90 aziende hanno effettivamente risposto alla richiesta di individuazione degli esuberi. E sui 35.000 dipendenti totali in forza alle aziende statali, finora gli esuberi indicati sarebbero solo 300. Ossia appena un 5 per cento rispetto a un obiettivo di 6.000 esuberi.

Sarebbe quindi ancora da trovare una quota consistente di questi 30.000 statali da tagliare per la fine dell'anno, anche se per cercare di garantirsi il versamento della prossima tranche di aiuti le autorità greche si sarebbero prodigate in promesse. Secondo il Financial Times sia il premier Goeorge Paopandreou, che il ministro delle Finanze Evalgelos Venizelos avrebbero inviato lettere riservate con impegni precisi alla direttrice del Fondo monetario internazionale, Christrine Lagarde.

Ad ogni modo alla fine del 2011 mancano ormai solo tre mesi, non ci vorrà molto a verificare in concreto le misure di Atene. Successivamente, dal 2012 entrerà in gioco «una seconda ondata» di riduzioni, come l'ha definita Mossialos: verrà operata mediante la regola di una sola assunzione ogni 10 pensionamenti nella PA. E «se necessario si potrà inasprire», ha aggiunto.. Intanto però il governo dovrà fare i conti con le crescenti proteste che montano nel paese e che proprio sui tagli agli statali minacciano di coinvolgere anche frange della maggioranza socialista di Papandreou. Per mercoledì sono già previste iniziative di protesta, e per il 19 ottobre due dei maggiori sindacati del paese hanno proclamato uno sciopero di 24 ore nel settore pubblico.