28 gennaio 2020
Aggiornato 12:30
La crisi del debito | Grecia

Il Governo greco: «scure» su statali e pensioni

Nuove misure oggi pomeriggio. Il Ministro delle Finanze Venizelos: «I mercati ci ricattano, mentre l'Europa non si sta muovendo con la dovuta rapidità»

ATENE - Statali e pensionati nel mirino in Grecia, dove sono in arrivo anche nuove stangate fiscali su carburanti e case: sono questi i capitoli chiave su cui il governo dovrebbe annunciare oggi pomeriggio una nuova serie di misure, volte a rafforzare il percorso di risanamento dei conti su cui il paese appare in ritardo. Si conferma così lo scenario che sembrava essersi profilato nei giorni scorsi, quando sia le autorità della Grecia sia quelle di Unione europea e Fondo monetario internazionale erano tornate a utilizzare toni drammatici sulla situazione del paese. Ora appare chiaramente un pressing che serviva a preparare l'opinione pubblica ai nuovi sacrifici che le verranno richiesti oggi, mentre da mesi la cura di austerità cui è stato sottoposto il paese ha innescato crescenti proteste sociali.

Lo stesso Fmi si era spinto ad evocare anche lo spettro di una insolvenza sui pagamenti, che in realtà in Europa pochissimi sembrano auspicare.

Le nuove misure risana conti verranno annunciate oggi pomeriggio, ha riferito un portavoce del governo sulle Tv elleniche. A presentarle sarà il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos, che tuttavia nell'imminenza del nuovo carico da 11 sull'austerità si è voluto togliere alcuni sassolini dalla scarpa. I mercati stanno di fatto «ricattando» la Grecia, ha affermato, secondo quanto riporta Cnbc, mentre l'Europa non si sta muovendo con la dovuta rapidità.

Intanto dopo due giorni di consultazioni telefoniche con i tecnici di Ue e Fmi, Venizelos dovrebbe oggi illustrare una serie di nuove misure volte a sostenere il risanamento dei conti, in particolare una accelerazione sul taglio dei dipendenti della pubblica amministrazione ellenica, assieme a nuovi tagli ai loro trattamenti salariali, tagli anche alle pensione e aumenti delle imposte su carburanti da autotrasporto e combustibili da riscaldamento. Inoltre si profila un prolungamento di una tassa una tantum che era stata imposta sui beni immobiliari. Attesa anche una accelerazione al suo piano di privatizzazioni, che prevede di ricavare 50 miliardi di euro entro il 2015.