20 novembre 2019
Aggiornato 06:00
La crisi del debito USA

Greenspan: nessuna recessione, ma la reazione dei mercati sarà negativa

l'ex presidente della Federal Reserve: Il downgrade americano «tocca un nervo scoperto», avrà «impatto psicologico»

NEW YORK - Il rischio di una nuova recessione non c'è, ma un ulteriore rallentamento economico è possibile. E' di questa idea l'ex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan che, in un'intervista all'emittente televisiva NBC, ha sottolineato che «la prima reazione dei mercati azionari sarà negativa» dopo la decisione di Standard & Poor's di tagliare il rating americano da «Aaa» a «Aa+».

«Ci vorrà tempo per una ripresa dei mercati», ha detto Greenspan, che prevede un'apertura in calo domani dopo il downgrade americano, anche se appunto la frenata non sarà di portata tale da innescare un ritorno alla recessione: «la crisi del debito in Europa pone un rischio superiore del downgrade» ha detto, sposando la teoria del Tesoro americano e precisando che «alla base della decisione di S&P c'è un errore di calcolo».

Per l'ex presidente della Fed il downgrade «tocca un nervo scoperto» e avrà più che altro «un effetto psicologico negativo» sul Paese. Secondo Greenspan, «i titoli di stato americani sono ancora un investimento sicuro, gli Stati Uniti sono in grado di pagare i propri debiti perché possono stampare moneta», una manovra comunque rischiosa perché potrebbe innescare una spirale negativa sull'andamento dell'inflazione.