18 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Saldi: peggiora l’andamento delle vendite

«Per salvare il commercio, sconti tutto l’anno ogni domenica»

La proposta del Codacons: «Bene il Ministro Brambilla su liberalizzazioni dei negozi»

ROMA - Peggiorano le vendite durante i saldi. Lo afferma il Codacons, che lo scorso week end ha monitorato l’andamento degli sconti di fine stagione nelle principali città italiane.
«Anche il secondo week end di sconti ha fatto registrare un calo delle vendite, scese a quota -10% rispetto ai saldi dello scorso anno – afferma il presidente Carlo Rienzi – Nelle grandi città come Roma, complice il caldo afoso, i cittadini hanno preferito recarsi al mare, disertando i negozi, specie nelle periferie, con conseguente diminuzione degli acquisti».

LIBERALIZZAZIONI - E per il Codacons il pessimo andamento dei saldi 2011 e la crisi che sta vivendo il settore del commercio in Italia, possono risolversi solo attraverso la strada delle liberalizzazioni. Per questo l’associazione promuove a pieni voti la liberalizzazione degli orari dei negozi e le aperture domenicali, introdotte nella manovra economica per iniziativa del ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla.
«Finalmente un provvedimento del Governo che va nella direzione dei consumatori – prosegue Rienzi – Per salvare il commercio e migliaia di esercizi commerciali proponiamo al Ministro Brambilla di promuovere assieme al Codacons una ulteriore novità: ogni domenica, per tutto l’anno, negozi aperti e sconti del 20% sulla merce in vendita! Iniziativa che potrebbe essere definita col termine Happy Sunday, e che porterebbe enormi vantaggi al commercio, ai consumatori, e all’economia nazionale. Da un lato, infatti, si offrirebbe ai cittadini la possibilità di acquistare a prezzi scontati nell’unico giorno festivo della settimana, incrementando il numero di consumatori nelle strade e nei centri commerciali con benefici per tutte le tipologie di esercizi, dall’altro – conclude Rienzi – si consentirebbe una ripresa dei consumi a favore del settore del commercio e dell’intera economia nazionale».