23 gennaio 2020
Aggiornato 03:30
Guerra delle valute

Tra rialzi e rivalutazioni la tregua appare lontana

Secondo il Ministro delle Finanze brasiliano Mantega permangono ancora degli attriti tra le nazioni, in particolare tra Cina e Stati Uniti

VERONA - La guerra tra le valute non appare in via di risolvimento, almeno secondo quanto ha dichiarato in un’intervista il ministro delle Finanze brasiliano, Guido Mantega.
Secondo il ministro, mancano tutt’ora delle linea guida globali in merito alla gestione delle valute, e permangono ancora degli attriti tra le nazioni, in particolare tra Cina e Stati Uniti.
Questa situazione controversa provoca indesiderati rialzi alla moneta brasiliana, rialzi che obbligano il governo a intraprendere misure aggiuntive per arrestare la scalata del real.
In particolare, sono la lenta crescita e i bassi tassi d’interesse dei Paesi cosiddetti avanzati, a mettere sotto pressione la valuta brasiliana, provocando attualmente la rivalutazione, nei confronti del dollaro, più alta degli ultimi dodici anni.

Non solo il Brasile si trova in difficoltà, infatti anche altri Paesi in forte crescita devono fronteggiare le contraddizioni che sorgono in questi casi: le banche centrali di Cina, Turchia, Cile, Colombia e Russia, si trovano innanzitutto costrette ad alzare i tassi per arginare l'inflazione, causata dall’aumento dei consumi dovuto appunto alla crescita economica; in conseguenza di ciò salgono le quotazioni delle rispettive valute, a discapito della competitività economica.
Ne è un esempio l’ennesimo rialzo del tasso di riferimento dello yuan, appena annunciato dalla Cina; tuttavia la Repubblica Popolare è accusata dagli Stati Uniti di mantenere lo yuan su livelli abbondantemente al di sotto di quelli effettivi. A tal proposito la Cina ha promesso maggiore flessibilità sul cambio, ma le promesse non hanno convinto gli USA.
La tregua tra le economie sembra dunque ancora lontana, soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra Stati Uniti e Cina.

Fonte: Interprofessional Network Spa