23 maggio 2024
Aggiornato 02:30
Sicurezza alimentare

OGM: la scelta agli Stati. Soddisfatta la Coldiretti

E’ quanto afferma l'associazione degli agricoltori nel commentare positivamente il voto del Parlamento europeo in plenaria

ROMA - E’ positiva la decisione del Parlamento Europeo di consentire agli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (Ogm) per «motivi ambientali», come lo sviluppo dalla resistenza ai pesticidi e la tutela della biodiversità. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente il voto del Parlamento europeo in plenaria dove una maggioranza schiacciante si è espressa a favore del diritto degli Stati membri (e delle loro regioni) di vietare la coltivazione nel loro territorio di Organismi geneticamente modificati (Ogm), anche se sono autorizzati a livello comunitario. Secondo il testo dell'Europarlamento, che ora dovrà essere approvato a maggioranza qualificata dagli Stati membri in Consiglio Ue, i divieti nazionali di coltivazione di un Ogm autorizzato a livello europeo saranno possibili - spiega la Coldiretti – anche sulla base a motivazioni ambientali.

Un orientamento che rafforza la decisione dell’Italia di chiedere l’applicazione della clausola di salvaguardia a livello comunitario proprio per mantenere il territorio nazionale libero da Ogm, come richiesto dalla maggioranza dei cittadini. In Italia, per la conformazione morfologica dei terreni e le dimensioni delle aziende, non sarebbe possibile evitare le contaminazioni ambientale e sarebbe violata - continua la Coldiretti - la sacrosanta libertà della stragrande maggioranza degli agricoltori e cittadini di avere i propri territori liberi da Ogm. Sulla base dei risultati dell'ultima indagine annuale Coldiretti-Swg «Le opinioni di italiani e europei sull'alimentazione», il 73 per cento dei cittadini italiani che esprimono una opinione ritiene che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali.
La forte contrarietà espressa dai consumatori sui prodotti geneticamente modificati è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi quattro anni nei quali è stato condotta la tradizionale indagine della Coldiretti ed è la conferma che non si tratta di una valutazione emotiva. Gli Ogm spingono - conclude la Coldiretti - verso un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy.