14 ottobre 2019
Aggiornato 13:00
Assemblea Confindustria

La Marcegaglia «striglia» la politica: Pronti a batterci

Emma vuole scendere in campo? E già si apre il dibattito

ROMA - Emma Marcegaglia pronta a scendere in campo in politica? E' la domanda circolata con insistenza al termine dell'annuale assemblea di Confindustria a Roma. L'interrogativo è nato dalle considerazioni finali della presidente degli industriali che dopo aver letteralmente 'strigliato' la classe politica a proposito di riforme e crescita ha pronunciato il seguente annuncio: «Saremo pronti a batterci per l'Italia anche fuori dalle nostre imprese, con tutta la nostra energia e la nostra passione, con tutto il nostro coraggio». Parole che hanno sicuramente colpito i destinatari. I rappresentanti del governo hanno però cercato di cogliere nella relazione dei riconoscimenti al loro buon operato, per poi dare il benvenuto alla Marcegaglia nel loro schieramento qualora decidesse di impegnarsi, mentre l'opposizione ha respinto al mittente responsabilità che vanno ascritte, tutte, all'esecutivo.

«Nei momenti difficili della vita del paese e di grande discontinuità - ha detto Marcegaglia - noi imprese italiane, noi Confindustria, siamo stati pronti non solo a tutelare le imprese, ma a batterci con tutte le forze per gli interessi generali del paese». «Immagino che Emma veda che di fronte a situazioni che dovessero peggiorare, gli imprenditori sarebbero pronti a rimboccarsi le maniche e a fare la loro parte anche sul piano politico», ha detto Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni, il quale ha osservato che «gli imprenditori sono già usciti dalle imprese in altre occasioni, e abbiamo un presidente del Consiglio imprenditore». Di avviso totalmente opposto è stato invece Carlo De Benedetti, che ha bocciato l'ipotesi di un ingresso in politica di Emma Marcegaglia o di altri imprenditori: «Sono sempre stato contrario all'impegno degli imprenditori in politica per una ragione molto semplice: l'imprenditore è un autocrate, il politico deve essere un democratico. Sono due Dna non compatibili. D'altronde non succede in nessuna parte del mondo, ci sarà pure una ragione...».

A darle il benvenuto alcuni ministri del Pdl, come Maurizio Sacconi, per il quale sarebbe «una liberale in più in politica». O Mariastella Gelmini che ha citato il «buon esempio» di Silvio Berlusconi fondatore del Pdl. Una stroncatura è arrivata invece dal leghista Roberto Calderoli: «Confindustria metta l'impegno a fare l'impresa, solo l'impresa, rinunciando a fare politica o attività di lobbies». Critico anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che memore dell'esperienza berlusconiana ha chiesto alla Marcegaglia di non fare di tutta l'erba un fascio quando attacca la classe dirigente: «C'è politica e politica e ci sono imprenditori e imprenditori. Quindici anni fa un imprenditore si è affacciato in politica con questo concetto e i risultati li abbiamo visti. Se continuiamo a ragionare così avremo ulteriori guai».

Anche il segretario della Uil, che peraltro non legge nelle parole della Marcegaglia la volontà di un impegno in politica in prima persona, ha messo in guardia dal rischio che si sovrappongano «rappresentanza sociale e rappresentanza politica. Sarebbe fatale sovrapporre i ruoli e chi lo ha fatto non ha avuto fortuna». A dare l'interpretazione autentica delle parole della leader degli industriali è stato uno dei suoi predecessori, Luigi Abete, presidente della Bnl, che ha assicurato: «Emma Marcegaglia oggi non ha parlato per sè ma a nome di Confindustria per dire al mondo della politica che l'associazione è attenta non solo alle tematiche economiche ma anche a quelle sociali» e poi «di candidati mi pare ce ne siano già parecchi».