8 aprile 2020
Aggiornato 18:00
Romani: «Stop a esuberi»

Fincantieri, sale la protesta sale in tutti cantieri

I Sindacati incontreranno il commissario UE Tajani il 27 maggio. Bersani: «Si sa da 2 anni che ci sono problemi nella cantieristica»

ROMA - La protesta dei lavoratori di Fincantieri travalica i confini liguri e campani e si estende a tutti gli otto stabilimenti italiani del gruppo. I tagli e i ridimensionamenti previsti dal piano anti crisi hanno provocato critiche arrivate trasversalmente da governo e opposizione oltre a quella, scontata, di tutti i sindacati. Scendono in campo anche i vescovi italiani che si sono detti «molto preoccupati» per la decisione «tragica» del drastico piano di ridimensionamento di Fincantieri. Il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e quello del Welfare, Maurizio Sacconi, hanno chiesto «lo stop» agli esuberi e auspicato un accordo tra azienda e sindacati i quali, hanno inviato una lettera al vicepresidente della commissione europea e commissario per l'industria e l'imprenditoria, Antonio Tajani, per chiedere un incontro che si terrà venerdì prossimo.

Dopo quelle messe in atto ieri dai lavoratori dei cantieri di Sestri Ponente e Riva Trigoso, in provincia di Genova, e di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, le proteste sindacali si sono estese oggi ad altri cinque cantieri: Monfalcone, Marghera, Ancona, Palermo e Muggiano. Nelle prime ore del mattino si sono svolte in questi cantieri delle assemblee sindacali. A Marghera, si è svolta un'assemblea dei lavoratori che hanno attuato due ore di sciopero. Nei cantieri di Monfalcone, Muggiano e Palermo, durante le assemblee è stato deciso di proclamare scioperi di sette o otto ore e di organizzare cortei per le vie cittadine.

A Palermo e a La Spezia i lavoratori si sono diretti in corteo verso le rispettive sedi prefettizie, mentre a Monfalcone sono stati ricevuti in Municipio. Ad Ancona, i lavoratori in corteo hanno raggiunto la sede della Regione Marche dove una delegazione è stata ricevuta dal Presidente che ha assunto impegni relativi alla vertenza in atto. Proseguono intanto le iniziative a Riva Trigoso e a Castellammare di Stabia. Nel cantiere ligure, il presidio ai cancelli è durato tutta la notte ed è tuttora in corso. I lavoratori di Castellammare presidiano in modo permanente il Municipio e hanno effettuato volantinaggi sulla statale Sorrentina e nelle stazioni della ferrovia Circumvesuviana. Per domani, giovedì 26 maggio i sindacati e la Rsu hanno proclamato uno sciopero di due ore dei lavoratori dello stabilimento Isotta Fraschini di Bari.

Al montare della protesta, la presa di posizione del governo è stata decisa. Il ministro Romani ha chiesto uno «stop» agli esuberi. «Prima - ha detto - bisogna trovare un'intesa con i sindacati. E bisogna puntare ad accordi concreti e condivisi, partendo dalla specificità della collocazione geografica dei cantieri italiani». Sulla stessa linea Sacconi che ha affermato: «lavoriamo a verificare, mi auguro a correggere, il piano industriale e ha ragione Romani a chiedere lo stop agli esuberi finché non ci sarà un'intesa». Duro il leader del Pd, Pier Luigi Bersani che ha attaccato l'esecutivo accusandolo di inerzia. «Lo sappiamo da due anni - ha detto - che ci sono problemi nella cantieristica, e il governo lo deve imparare dai giornali qual è il piano di Fincantieri? Sono cose inaccettabili. E' necessario un tavolo dove ognuno faccia la sua parte di sforzo». Intanto anche i sindacati hanno rinnovato il coro di critiche al piano lacrime e sangue. Per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, dal gruppo Fincantieri è arrivata una vera e propria «provocazione». Secondo il leader della Cgil, Susanna Camusso, il piano di Fincantieri è «inaccettabile» e «per le dimensioni che ha e per la sua brutalità sembra costruito per alimentare il conflitto e non per ragionare nel merito». Anche la Uilm, non lesina le critiche e dice che, così com'è, il piano «è da rigettare» mentre per rilanciare Fincantieri «occorrono investimenti rivolti a innovazione di prodotto, tecnologie e modello organizzativo». Sempre oggi, intanto, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, hanno inviato una lettera al vicepresidente della commissione europea, Antonio Tajani, per chiedere un incontro sulla vicenda Fincantieri «finalizzato alla ricerca di tutti i possibili strumenti di sostegno e intervento da parte dell'Ue da collegare sinergicamente alle azioni che dovranno mettere in campo il governo nazionale, gli enti locali e la stessa azienda». La riunione si terrà venerdì 27 maggio a Roma.

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