20 ottobre 2019
Aggiornato 19:00
Politici immobili sulle riforme

S&P vede nero sull'Italia

Cala la probabilità di riforme che portino ad un calo del debito. Tesoro: «Rispetteremo gli impegni»

ROMA - Standard & Poor's, uno dei tre giganti mondiali del rating, vede nero sull'Italia e peggiora le prospettive sui rating dei titoli di Stato della Repubblica che, per ora, vengono confermati. Ma che alla luce dell'outlook, ora passato a 'negativo' dal precedente 'stabile', hanno ben il 33% di probabilità di essere abbassati entro i prossimi due anni. Una 'tegola' per il governo italiano, che vede più vicino un downgrade che avrebbe costi pesanti sul versante della raccolta di denaro attraverso le emissioni di titoli pubblici in un contesto europeo già complicato dalla crisi di altri paesi periferici. Alla base della decisione dell'agenzia statunitense la crescita economica italiana più debole del previsto legata alla mancanza di impegno politico sulle riforme, a partire da quelle sul lavoro e la produttività, che potrebbero rilanciare l'economia tricolore.

Il ministero del Tesoro, in una nota diffusa pochi minuti dopo, ha replicato che l'Italia «rispetterà gli impegni presi» e che non c'è nessun rischio di paralisi politica. Puntualizzando che «le valutazioni espresse e confermate nei giorni scorsi dalle principali organizzazioni internazionali (Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale, Ocse, etc) sono molto diverse da quelle espresse oggi da Standard & Poor's» E aggiungendo che «Le valutazioni fatte dal governo italiano sono sempre state estremamente prudenziali. I dati tanto della crescita economica, quanto del bilancio pubblico sono stati costantemente migliori del previsto. Così è appena stato anche per il 2010. I molto positivi dati Istat di ieri ne sono conferma».

Più in dettaglio Standard & Poor's Ratings Services «ha rivisto l'outlook sul rating della Repubblica Italiana da stabile a negativo per riflettere la sua opinione sugli aumentati rischi nell'attuazione del piano di riduzione del debito pubblico. Allo stesso tempo, Standard & Poor's ha confermato il rating a lungo termine A + e a breve termine A-1+ sul debito sovrano dell'Italia. Il rating sul rischio di trasferimento e convertibilità fondi rimane AAA».
La decisione di S&P di peggiorare l'outlook italiano «riflette l'opinione di Standard & Poor's - si legge nella nota diffusa stamane - di maggiori rischi legati al piano di riduzione del debito pubblico. Ciò a causa di una crescita economica potenzialmente più debole del previsto e di un possibile stallo politico, fattori che potrebbero contribuire ad uno slittamento del piano di riduzione del debito pubblico. Le ridotte prospettive di crescita derivano secondo S&P da una mancanza di impegno politico nella deregolamentazione del mercato del lavoro e nell'introduzione di riforme per aumentare la produttività. S&P ritiene che misure volte a ridurre i colli di bottiglia e le rigidità dell'economia italiana siano particolarmente importanti alla luce della limitata flessibilità monetaria dell'Italia, derivante dalla sua appartenenza all'Unione Monetaria Europea, e della limitata flessibilità fiscale a causa dell'elevato livello di indebitamento».