24 giugno 2024
Aggiornato 07:30
«Dal lavoro in vigna riparte l’economia»

Coldiretti con Città del vino al Vinitaly di Verona

Zani: i consumatori privilegiano la qualità ma il calo nella quantità è sensibile e preoccupa i produttori - Buona performance dell’export

MANTOVA - Si tiene domani, con inizio alle 15, nel giorno di apertura del Vinitaly di Verona, l’incontro «Dal lavoro della vigna riparte l’economia» organizzato dalla Coldiretti insieme a Città del vino per approfondire l’impatto sociale, ambientale, occupazionale ed economico del vino (auditorium Verdi, centro congressi Palaexpo). Oltre al presidente della Coldiretti Sergio Marini e di Città del vino Giampaolo Pioli, interverranno il neoministro dell’agricoltura Saverio Romano e il presidente del Veneto Luca Zaia.

Nel il 2010 si sono verificati cambiamenti straordinari sul mercato nazionale ed internazionale del vino, destinati a segnare il futuro della produzione italiana secondo un aggiornato studio sugli andamenti del settore elaborato dalla Coldiretti, che evidenzia le nuove tendenze.
Già dalla mattina di giovedì, allo stand Coldiretti presso il centro servizi Arena - stand A (tra i padiglioni 6 e 7) - sarà esposta la bottiglia di vino con etichetta in braille per i non vedenti insieme ad altri esempi di impegni concreti ottenuti dal lavoro degli imprenditori agricoli..

Mantova partecipa al Vinitaly con le migliori aziende, i vini Doc e le novità della Bassa e della Collina. «I consumi sono sempre in calo (20 per cento nell’ultimo decennio) – fa notare il presidente della Coldiretti virgiliana, Gianluigi Zani – In pratica si sono dimezzati negli ultimi 30 anni, scendendo a 40 litri a persona/anno per un totale di circa 20 milioni di ettolitri (ne produciamo oltre 45). Anche se il calo viene accompagnato da una maggior attenzione alla qualità, i produttori sono preoccupati. Si demonizza il vino, associandolo ingiustamente all’abuso di alcool, quando invece un consumo responsabile è considerato benefico dalla gran parte dei nutrizionisti e si innesta nella nostra cultura del buon bere associato al buon mangiare. Per fortuna – conclude Zani - a dare respiro alla nostra produzione c’è il buon andamento dell’export che ha registrato nel 2010 un più 12 per cento».