11 luglio 2020
Aggiornato 00:00
Enti locali

Pedaggi, la Toscana ricorre alla Corte costituzionale

Lo ha deliberato la Giunta Regionale: «Avrebbe dovuto essere coinvolta la Conferenza Stato-Regioni»

FIRENZE - La Regione Toscana ricorre alla Corte costituzionale sui pedaggi su autostrade e raccordi autostradali gestiti dall'Anas. Lo ha deliberato la Giunta regionale nei giorni scorsi, autorizzando il presidente Rossi a sollevare la questione di legittimità costituzionale rispetto agli articoli 15 e 49, comma 3 e 4 bis della scorsa Finanziaria. Il ricorso è stato notificato nei giorni scorsi alla Consulta.

Secondo la Regione, si legge in una nota, visto che un aumento delle tariffe dei pedaggi attualmente previste comporta conseguenze anche di notevole impatto sul territorio circostante il legislatore ha violato le competenze regionali previste dal terzo e quarto comma dell'art. 117 della Costituzione (che definisce le potestà legislative di Stato e Regioni), anche sotto il profilo del principio della 'leale cooperazione'.
Per fissare criteri e modalità di applicazione dei pedaggi avrebbe dovuto infatti essere coinvolta almeno la Conferenza Stato-Regioni, dal momento che sicuramente le determinazioni legislative e regolamentari su questa 'variabile' spettano alle Regioni in attuazione della loro competenza 'concorrente' in materia di governo del territorio e di grandi reti di trasporto e navigazione.

Pedaggi ex-novo - Per la Toscana, come per le altre regioni interessate dal provvedimento, l'aspetto sarebbe aggravato dal fatto che non viene soltanto modificata l'entità di pedaggi già richiesti, ma che ne vengono introdotti ex-novo. Secondo la giunta si tratta di «un'indebita intromissione statale nelle competenze e attribuzioni regionali», costituita anche dal fatto, come si legge nel ricorso, che «gli aumenti in oggetto si applicano anche a stazioni di esazione pedaggi non collegate direttamente alle autostrade e raccordi gestiti dall'Anas e riguardano quindi anche strade regionali, con effetti ancora più pesanti e significativi sulla viabilità alternativa e sul territorio circostante». «Il pedaggiamento introdotto dalla manovra - dice l'assessore regionale ai Trasporti Luca Ceccobao - bypassa la ricerca di soluzioni per aggredire le criticità dei raccordi autostradali toscani, Siena-Firenze e Bettolle-Perugia. Prima di parlare di qualsiasi forma di pedaggio, che comunque dovrà sempre tenere conto dei residenti, devono essere realizzate le necessarie opere di messa in sicurezza e di miglioramento del manto stradale (penso soprattutto all'Autopalio, totalmente inadeguato e in alcuni tratti persino pericoloso). Non servono ingiusti balzelli per far cassa, ma investimenti consistenti per le strade toscane».