23 maggio 2019
Aggiornato 16:30
Lungo addio

Unicredit sfiducia Profumo. L'ad firma le dimissioni

Battaglia nel Cda fiume, poi il manager accoglie la richiesta. Deleghe a Rampl. Buonuscita da 40 milioni

MILANO - Terremoto al vertice Unicredit. L'amministratore delegato Alessandro Profumo ha firmato le dimissioni. Le deleghe passano al presidente Dieter Rampl che, nelle prossime settimane, identificherà il nuovo ad. Nel frattempo, il gruppo sarà guidato dal presidente supportato dai Deputy CEO. Sono queste le decisioni ufficializzate da Unicredit nella tarda serata di ieri con un comunicato Il Consiglio di Amministrazione di UniCredit e Alessandro Profumo hanno, a seguito dell'orientamento maturato dal Consiglio, concordato che, dopo 15 anni, è giunto il momento per un cambiamento al vertice del Gruppo, si legge nella nota. Alessandro Profumo ha quindi rassegnato le dimissioni da Amministratore Delegato, che il CdA ha accettato ringraziandolo per gli ottimi risultati raggiunti in questi anni, si legge nella nota. (Segue)

LA BUONUSCITA - L'accordo sulla buonuscita di Profumo c'è, come ha spiegato la moglie lasciando, a tarda serata, lo studio legale Erede Bonelli Pappalardo. All'ormai ex ad di Unicredit, che percepiva uno stipendio di oltre 4 milioni di euro l'anno e che ha firmato la risoluzione consensuale con l'istituto di credito, andranno circa 40 milioni di euro. «Ci tengo a dirvi che una parte della buonuscita, due milioni di euro, sarà data in beneficenza a Don Colmegna». «Io e mio marito siamo serenissimi - ha aggiunto -, non è la fine del mondo, non c'è solo Unicredit, ci saranno altre opportunità».

TOSI: STOP ALLA LIBIA - «Quella su Profumo e sul suo successore è una scelta che spetta al cda e ai soci. Dopodiché, io auspico soprattutto che adesso gli organismi di controllo, Bankitalia, Consob, fermino la scalata libica a Unicredit» il sindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi, commenta le dimissioni di Profumo. «In questa vicenda - ha ricordato Tosi - io sono intervenuto come sindaco che rappresenta un territorio nel quale questa banca, Unicredit, ha molti interessi. A prescindere dal ruolo di Profumo, io ho manifestato la preoccupazione riguardo alla possibilità che l'istituto, per il legame che ha con il nostro territorio, potesse passare sotto il controllo libico». Il Comune di Verona esprime diversi consiglieri in Cariverona, la cui Fondazione detiene il 4,98% di Unicredit.

CANDIDATI - A prendere il posto di Alessandro Profumo alla guida di UniCredit dovrà essere una personalità di profilo «altissimo e internazionale». Così sottolineano più fonti vicine ai principali azionisti della banca. Per sostituire Profumo occorre un candidato forte, in grado di guidare un grande gruppo internazionale e che oltre agli azionisti sia gradito al mercato. Una scelta delicata e importante per la reputazione del gruppo all'estero. A quanto risulta l'incarico di individuare il successore in tempi stretti sarà affidato al presidente Dieter Rampl, insieme alle deleghe 'ad interim' di Profumo.
Secondo fonti finanziarie ben informate sarebbe già pronta una short list di 4 o 5 nomi. E «nessuno» di questi comparirebbe tra la sarabanda di quelli possibili pubblicati oggi dai giornali, che vanno dall'ad e dg di Bnl Fabio Gallia (ex ad di Banca di Roma) all'ex ad di Capitalia Matteo Arpe, dal presidente di Rotschild Italia Giampiero Auletta Armenise (ex ad di Ubi Banca) all'ex Goldman Sachs Claudio Costamagna, dall'attuale ad di Zurich Vita e già numero uno di Ras ed Eurizon Mario Greco al presidente di Allianz Italia Enrico Cucchiani (che già è nel cda Unicredit), dall'ad di Mediobanca Alberto Nagel ad Andrea Orcel di Merrill Lynch.