14 novembre 2019
Aggiornato 16:00
Unicredit

«Profumo si era fatto qualche nemico di troppo»

Lo scrive il Financial Times: la sua vicenda alla banca «un romanzo lungo e spesso tempestoso»

ROMA - «Alla fine si era fatto qualche nemico di troppo». Questo il commento 'a caldo' del Financial Times sulle dimissioni di Alessandro Profumo dalla guida di UniCredit. La sua vicenda viene dipinta come «un romanzo lungo e spesso tempestoso», ma adesso «la questione Profumo è finita», scrive il quotidiano britannico in un articolo online della rubrica di approfondimento Lex Column. «Gli azionisti ne avevano abbastanza di quelle che consideravano arroganza e inaffidabilità dell'amministratore delegato».
Il quotidiano non manca di ricordare i meriti del banchiere. Formatosi a McKinsey, sotto la sua guida Unicredit ha seguito un percorso di «crescita, razionalizzazione e innovazione. Inizialmente gli investitori erano soddisfatti. Tra inizio 1997 e metà 1998 le quotazioni in Borsa si erano moltiplicate per sei. Unicredit aveva fatto quello che Profumo aveva detto. Era diventata un brand nazionale - dice ancora l'Ft - aveva guidato i consolidamenti fino a culminare nell'acquisizione di Capitalia».