15 ottobre 2019
Aggiornato 08:00
Unicredit

L'amarezza di Profumo: mi mandano via

Lo sfogo dell'amministratore delegato riportato dal «Corriere della Sera»

ROMA - «Mi mandano via». Sono le poche parole, riportate dal Corriere della Sera, che Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit, ha confidato ad un amico già domenica, riferendosi alle pressioni di alcuni grandi azionisti della banca. Il numero uno di Unicredit «non cede - scrive il Corriere - alla tentazione di rassegnare subito le dimissioni» preferendo «aspettare il consiglio di amministrazione straordinario convocato per questo pomeriggio» ma non nasconde «la forte amarezza per essere trattato così, dopo quindici anni» di dedizione assoluta alla «sua» banca. «Amarezza, ripete, anche per il «rapporto personale con Rampl», andatosi deteriorandosi fino alla rottura, prosegue il Corsera.

Profumo, riferisce il quotidiano di via Solferino, «si rammarica con i suoi dell'incomprensione' delle Fondazioni che temono di venir scalzate dai fondi del governo di Muammar Gheddafi, ma riconosce di non essere riuscito a comunicare nei tempi e nei modi giusti le scelte fatte 'solo nel nome della stabilità della banca'». E, spiega alle persone a lui più vicine, «non si capisce» perché «la polemica sui libici si sia spostata a quella sulla redditività». Unicredit, sostiene il suo amministratore delegato, fa meglio dei suoi concorrenti e tenuto conto dei tempi difficili «c'è di che essere soddisfatti».